40 mila euro di incentivi per la rimozione dell’amianto

Approvata all’unanimità dal Consiglio comunale una delibera sul tema –comunicato stampa n.137 dell’8/5/2015

Carpi stanzia 40 mila euro per incentivare la rimozione dell’amianto dalle coperture dei fabbricati. Nel Bilancio Preventivo 2015 l’ente locale ha inserito infatti una somma a questo fine e ieri, giovedì 7 maggio, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una delibera che definisce il sistema incentivante ‘per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto in matrice compatta’. Il sistema prevede incentivi di natura amministrativa (semplificazioni ed esenzioni delle procedure correlate alle opere di rimozione e sostituzione ad esempio delle coperture o per la manutenzione straordinaria) ma anche di natura economica, validi però solo per i fabbricati civili: sarà una prossima determina dirigenziale a definire nello specifico le modalità di presentazione delle richieste da parte dei cittadini e la gestione delle stesse da parte degli uffici comunali.

L’assessore all’Ambiente Simone Tosi, presentando in Consiglio ieri sera la delibera, ha ricordato come da qualche tempo il Comune, su spinta “tenace ed energica” del CO.R.A, (Comitato Rischio Amianto) ha definito il progetto Amianto no grazie, nell’ambito del quale è stata eseguita una mappatura ormai pressoché completa del territorio carpigiano utilizzando le foto aeree, in modo da poter dare un ordine di grandezza al fenomeno della diffusione delle coperture di amianto. “Siamo uno dei primi Comuni in Regione a inserire in Bilancio delle risorse per incentivare la rimozione dei tetti in cemento-amianto – ha spiegato Tosi – Speriamo di essere di stimolo ad altri enti locali”. Paola Fregni, dirigente dell’assessorato all’Ambiente, ha ricordato poi come dalla fine del 2013 esista una Unità operativa amianto all’interno del Settore Ambiente del Comune, e dal 31 maggio scorso funzioni due giorni la settimana grazie ai volontari del CO.R.A. lo Sportello amianto nella sede comunale di via Peruzzi. “Facendo una stima per eccesso sono 1429 i fabbricati che dalle foto aeree sembrano avere coperture in cemento-amianto, 271 dei quali sono condominii di 4 o più appartamenti. Si parla di 750 mila metri quadri di coperture per 11220 tonnellate di peso complessivo”. Presto ai residenti di questi edifici arriverà, portata dalle Guardie Ecologiche Volontarie, una ‘lettera di cortesia’ con la quale l’ente locale avvisa che è probabile che sul loro tetto ci sia amianto, ricordando gli adempimenti di legge, come procedere eventualmente alla bonifica e infine informandoli dell’esistenza degli incentivi comunali. “Rispetto agli incentivi economici – ha continuato Fregni – ricordiamo che Aimag già accetta nei suoi centri di raccolta (ma effettua anche il ritiro a domicilio, ndr.) fino a 12 metri quadri di coperture e altri manufatti di cemento-amianto. Stiamo lavorando perché questo quantitativo raddoppi. Pensiamo poi, sempre grazie ai 40 mila euro stanziati in Bilancio, di dare un contributo a chi acquista il cosiddetto Kit amianto per l’autosmaltimento di questi materiali e anche a coloro che si serviranno di ditte specializzate per la rimozione delle coperture, ma solo in abitazioni civili, escludendo le imprese per la quali esistono altre forme di detrazione e recupero fiscale. Indicativamente come previsione per il primo anno di entrata in vigore di questi incentivi pensiamo di dare una risposta a interventi in 30 abitazioni più 15 condominii”.

Alberto Bracali, tecnico del Settore Ambiente, rispondendo ad alcune domande dei consiglieri comunali ha poi spiegato che il cemento-amianto viene ora smaltito in Germania, in discarica, che i dati accennati poco prima erano non da prendere come assoluti ma per definire un ordine di grandezza al fenomeno e che i contributi indicati nella delibera possono portare ad un livello di incentivazione variabile dal 50% all’80% del totale della spesa, ovvero 2-3mila euro al massimo per intervento. “In graduatoria verrà data priorità agli interventi in edifici che si trovino entro 150 metri da fabbricati dove si trovano bambini o malati e tenendo conto dell’ordine di presentazione delle richieste. Ovviamente – ha detto – chi ha già compiuto operazioni di rimozione di cemento-amianto non può più richiedere questi contributi, l’incentivazione comunale è operativa dal momento in cui sarà emesso il bando pubblico”.

Molti ieri sera sono stati gli interventi dei consiglieri comunali sul tema: chi ha proposto di sensibilizzare maggiormente gli amministratori di condominio (Barbi, Forza Italia); chi ha lamentato la tanta disinformazione in materia e la poca consapevolezza delle persone (Severi, M5S); chi ancora ha chiesto di obbligare gli amministratori condominiali a fare la manutenzione e a provvedere all’eliminazione dell’amianto dalle coperture (Benatti, Forza Italia); chi poi è intervenuto per sottolineare come la figura del responsabile della valutazione del rischio sia importante e come si debba dare spazio anche a forme alternative alla mera rimozione, come l’incapsulamento (Verrini, Carpi Futura). Bagnoli (Pd), ricordando come Carpi abbia dato i natali all’inventore della Medicina del lavoro, Bernardino Ramazzini, ha sottolineato dal canto suo il ruolo avuto dal CO.R.A. e la necessità di un’apertura di credito verso i cittadini attraverso questo sistema di incentivazione. Bracali ha poi replicato nuovamente ad alcune affermazioni dei consiglieri ricordando come gli amministratori di condominio siano stati già incontrati e come il Settore Ambiente assieme all’Azienda Usl non si limiti solo a ricevere le relazioni dei responsabili e dei tecnici in merito alla presenza di amianto sui fabbricati ma si occupi anche di controllarle ed eventualmente non approvarle. “I contributi li garantiamo solo sulla rimozione perché altri interventi non eliminano alla radice e per sempre il problema della presenza del cemento-amianto. E anche per quello che riguarda il Kit amianto di cui noi siamo disposti a finanziare l’acquisto c’è bisogno di presentare un Piano di lavoro, che l’Azienda Usl deve approvare. L’alternativa a questo sistema di controlli è l’autosmaltimento – ha concluso – con tecniche inadeguate e dove si va a buttare l’amianto nei fossi”.

L’assessore Tosi ha poi chiuso il dibattito ribadendo come in Italia ci sia un notevole  ritardo del legislatore nel mettere in campo strumenti adeguati a favore della bonifica dall’amianto. “Carpi può garantire poche risorse ma mostrare una volontà politica per dare un segnale. Nel caso non siano tutti utilizzati i 40 mila euro di incentivazione – ha spiegato – potranno essere inseriti nel Bilancio 2016 come quota aggiuntiva: sono gocce nel mare ma servono pure queste. E ricordo che gli edifici comunali in città non hanno tetti in amianto, grazie alle scelte lungimiranti fatte dalle precedenti amministrazioni”.

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