Ecodem-Modena: Una mobilità sostenibile nel nostro territorio, più sicura, meno inquinata e congestionata.

Gli Ecologisti Democratici modenesi intendono stimolare il confronto pubblico sui temi della mobilità di persone e merci nel nostro territorio, chiedendo un impegno specifico alle nuove amministrazioni regionali, locali e al governo nazionale.

Alcuni importanti interventi strutturali, da lungo tempo proposti, attesi e sollecitati stanno andando a compimento, proponendo una rifl

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essione su ulteriori interventi e programmi. In particolare l’auspicato prossimo completamento dello scalo merci ferroviario e l’apertura del nuovo tratto della linea ferroviaria che libera una parte del capoluogo da una storica frattura sono occasione per un più ampio aggiornamento di piani e programmi.

In primo luogo vanno dimensionati e qualificati i fabbisogni di mobilità, aggiornando dati e previsioni alla luce delle dinamiche economiche, delle effettive necessità delle nostre imprese manifatturiere, per quanto riguarda la mobilità di merci e l’organizzazione della logistica.

Vanno inoltre valutati i flussi di mobilità delle persone, soprattutto nelle relazioni con il capoluogo, coi punti di congestione in ingresso e in uscita dalla città sulle principali direttrici: Carpi, Vignola, Nonantola, Mirandola, Sassuolo-Formigine valutando le effettive priorità di interventi anche strutturali.

Tali verifiche vanno condotte alla luce di obiettivi noti e da lungo tempo ormai ribaditi: assicurare il diritto alla mobilità dei cittadini riducendo le emissioni di gas inquinanti e climalteranti, migliorando ulteriormente la sicurezza nelle aree urbane. Obiettivi che confermano la necessità di potenziare strumenti quali: i trasporti collettivi a basse emissioni a guida vincolata, le aree pedonali nei centri urbani, la mobilità dolce a zero emissioni (ciclabilità) anche nei collegamenti extraurbani.

Ciò significa in primo luogo dimensionare i fabbisogni infrastrutturali, con priorità per il miglioramento dei servizi urbani ed extraurbani su ferro che richiedono adeguati investimenti. In particolare si richiama la decisa modernizzazione della linea Modena-Sassuolo, con servizio urbano, e della Modena-Carpi-Mantova, oltre al migliore sfruttamento del corridoio liberato del tratto urbano della linea Milano-Bologna e al potenziamento, con servizio metropolitano, dei collegamenti ferroviari Reggio Emilia-Modena-Bologna.

L’aggiornamento dei fabbisogni di mobilità di persone e merci riguarda anche la mobilità su gomma, che presenta ancora criticità e seri problemi di impatto ambientale e sociale.

L’approdo finale del progetto della Cispadana, collegamento previsto dal 1967, nel tracciato e nella dimensione dell’autostrada, sconta i meccanismi perversi di finanziamento e realizzazione di opere pure necessarie alle comunità. La rigorosa mitigazione degli impatti, il grande lavoro di confronto sui tracciati, per assicurare la sua effettiva utilità alle comunità regionali e locali, può rendere sostenibile l’impatto comunque non irrilevante dell’opera.

Diverso è il contesto del progetto della “bretella autostradale” Campogalliano-Sassuolo, che oltre agli stessi perversi meccanismi di finanziamento delle opere infrastrutturali pubbliche, presenta problemi di impatto ambientale, economico e sociale da riconsiderare alla luce delle effettive aggiornate necessità di collegamento dell’area.

Riteniamo sia oggi prioritario assicurare la realizzazione del primo stralcio funzionale dell’opera, indispensabile per collegare, attraverso le opere accessorie inserite nel progetto approvato e parte degli accordi sull’alta velocità ferroviaria, l’autostrada A22 Modena-Brennero e il nuovo scalo intermodale ferroviario di Marzaglia, che de facto potrebbe migliorare i collegamenti senza ulteriori interventi, anche tenuto conto delle disponibilità finanziarie, dei costi complessivi delle opere e delle forme di remunerazione degli investimenti del concessionario, a carico dei cittadini-utenti della A22.

L’intero collegamento assicura una modesta riduzione dei tempi di percorrenza e una più agevole canalizzazione del trasporto pesante su gomma verso le autostrade è ora in parte possibile con la viabilità nel frattempo realizzata e con la futura, a lungo attesa, ristrutturazione del casello Modena Nord della A1, mentre fondamentali sono la piena funzionalità e l’utilizzo massimo dello scalo merci ferroviario, che costituisce un significativo contributo al trasferimento del trasporto merci sulla modalità su ferrovia in luogo di quella su gomma.

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