LOTTA ALLA ZANZARA, PERCHE’ LA LOTTA ADULTICIDA VIENE CONSIDERATA SOLO IN CASO DI SITUAZIONI STRAORDINARIE E DI EMERGENZA

La lotta adulticida è riservato un ruolo di emergenza, quindi da attivare solamente in situazioni straordinarie, in presenza di rischio sanitario accertato o nelle situazioni in cui è in corso una epidemia.

Le ragioni che sconsigliano l’effettuazione di trattamenti adulticidi come lotta al vettore, sono infatti molteplici e si possono riassumere in:

–       necessità di ripetere i trattamenti almeno una volta a settimana per tutto il periodo maggio-ottobre, con conseguente diffusione in ambiente di massicce dosi di insetticidi, in quanto i prodotti restano attivi, al massimo per 7 giorni;

–       distruzione di tutta l’entomofauna presente nell’area trattata (vengono coinvolte anche le altre specie di insetti), compresi gli insetti utili o non dannosi, in quanto non esistono prodotti che uccidono solo le zanzare;

–       alto rischio di generare resistenza al prodotto nelle zanzare, con conseguente necessità di aumentare le concentrazioni di insetticida perché abbia la stessa efficacia nelle generazioni successive;

–       alto rischio di sensibilizzazione della popolazione con fenomeni di reazioni allergiche ai prodotti utilizzati da parte di anziani e bambini.

 

Recenti ricerche in campo chimico, biochimico e medico, hanno dimostrato che le sostanze utilizzate per la lotta adulticida, sono  in grado di inibire alcune attività enzimatiche alla base sia del corretto funzionamento degli organismi animali (uomo ed animali domestici compresi) e vegetali con danni alla salute ed impoverimento di flora e fauna, sia al sistema di difesa di cui l’organismo umano è dotato: si pensi alla preziosa azione di alcuni enzimi (catalasi, perossidasi, superossidodismutasi) contro il pericolo di stress ossidativo, considerato origine e concausa di molte gravi malattie (Alzheimer, Parkinson, Creuzfeld – Jacob, diabete 2, sclerosi a placche, alcune forme di cancro).

 

Cosa facciamo concretamente come Comune per contrastare la zanzara:

Trattiamo mensilmente 17.000 caditoie ca. per 7 trattamenti complessivi da maggio a fine ottobre (per cui 119.000 caditoie trattate in 6 mesi), con recuperi, parziali o totali di zone già trattate in caso di piogge intense. Per valutare l’efficiacia dei trattamenti abbiamo incaricato un organismo indipendente (Centro Agricoltura Ambiente di Crevalocre, che è uno dei maggiori centri di entomologia medica e vetrinaria d’Italia) di effettuare controlli di qualità sui trattamenti. Il Centro Agricoltura Ambiente di Crevalocre  effettua, nell’arco dell’intera stagione, 5 campagne di controllo a campione sulle caditoie trattate, cambiando le zone di prelievo ad ogni campagna; ogni campagna prevede il prelievo di acqua in 70 caditoie scelte a caso nelle diverse zone in cui è stata divisa la città e la conta delle larve presenti nei campioni.

 

In condizioni NORMALI (ossia in assenza di piogge continue e protratte), la percentuale media di tombini infestati si attesta attorno al 5%, quindi su percentuali estremamente basse; questo dimostra, al contrario del comune sentire, l’assoluta efficacia dei trattamenti larvicidi, che se fossero eseguiti REGOLARMENTE da TUTTI i cittadini ridurrebbero drasticamente il problema.

 

Quest’anno la percentuale dei tombini infestati, causa condizioni meteo terribili si è alzata (media fra il 10 e il 15%); su consiglio del Centro Agricoltura Ambiente di Crevalocresiamo intervenuti per tamponare il problema attraverso una rimodulazione dei trattamenti, intervenendo praticamente senza soluzione di continuità (in condizioni normali in due settimane si finisce il giro,).

 

COSA POSSONO FARE I CITTADINI

La lotta alla zanzara tigre non può avere esiti positivi senza un attivo coinvolgimento della popolazione. I siti a rischio di infestazione da zanzara tigre nelle aree pubbliche sono infatti solo il 20-30% del totale. Il rimanente 70-80% delle zone a rischio è di proprietà privata. E’ quindi necessario che i cittadini mettano in atto misure di prevenzione e di trattamento nelle aree di loro competenza.

 

Cosa fare:

  • trattare regolarmente con prodotti larvicidi (in base alle indicazioni riportate in etichetta, da 7 gg a 4 settimane a seconda del tipo di prodotto) i tombini e le zone di scolo e ristagno
  • eliminare i sottovasi e, ove non sia possibile, evitare il ristagno di acqua al loro interno
  • verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite
  • coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese
  • tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre

Cosa non fare:

  • accumulare copertoni e altri contenitori che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante
  • lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiale e legna
  • lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura verso l’alto
  • lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi pieni di acqua per più giorni
  • svuotare nei tombini i sottovasi o altri contenitori

 

 

Per eventuali approfondimenti, anche sulle migliori pratiche di protezione individuale, si suggerisce di consultare il siti :

www.carpidiem.it/html/default/Ambiente/Zanzara_tigre/index.html;

www.saluter.it;;

http://www.zanzaratigreonline.it/

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