Balzani e Pizzarotti sfidano la Regione: “Basta con gli inceneritori”

Ho partecipato a questo lavoro e credo che ci siano i margini per modificare il Piano Regionale dei Rifiuti, trasformando la nostra regione in un esempio…. Pubblico volentieri questo post perchè lo condivido molto.

(fonte:http://radio.rcdc.it/archives/balzani-e-pizzarotti-sfidano-la-regione-basta-con-gli-inceneritori-136834/)

 

balzani pizzarotti slideBologna, 1 apr. – Il piano è ambizioso: chiudere tutti gli inceneritori in Emilia-Romagna tranne tre. E farlo entro i prossimi 6 anni. A restare aperti saranno i soli impianti indispensabili ad eliminare la quota dei rifiuti che non sarà possibile trattare altrimenti. A presentare il progetto oggi in una conferenza a Bologna il sindaco di Forlì Roberto Balzani e quello di Parma Federico Pizzarotti. Un asse, quello tra i due primi cittadini, che sul tema della differenziata resiste da ormai più di un anno e continua a sollecitare le scelte di viale Aldo Moro.

Oggi una nuova uscita pubblica. “Abbiamo esposto pubblicamente le nostre idee un anno fa e ci sarebbe piaciuto essere ascoltati già allora- dice Balzani – ora il nostro piano entrerà tra le osservazioni ufficiali nel processo di approvazione del piano regionale dei rifiuti. Se non ci ascolteranno? Visto che l’attore regionale è come sempre succede sottoposto a pressioni, noi intanto prendiamo posizione attraverso la stampa, così l’opinione pubblica sarà informata. Il nostra è un percorso tipicamente liberale”. Sottointeso: giudicheranno i cittadini.

Se il ruolo politico è tutto dei due primi cittadini di Forlì e Parma (e degli altri sindaci che si sono col tempo a loro accodati), ad occuparsi della parte tecnica è il ricercatore e assessore all’ambiente di Forlì Alberto Bellini. Il piano regionale rifiuti, spiega Bellini,  conta di passare in termini di rifiuti residui da termovalorizzare dall’attuale quota di 1 milione e 300mila tonnellate a 758mila tonnellate nel 2020. Per il trattamento la Regione prevede di utilizzare sette inceneritori, che però resteranno a mezzo servizio se si prendono in considerazione solo i rifiuti prodotti nell’ambito dell’Emilia-Romagna. Il resto, considerando anche il piano nazionale rifiuti in dirittura d’arrivo, sarà spazio occupato da spazzatura proveniente da tutta Italia. “Proponiamo due scenari alternativi – spiega Bellini – nel primo consideriamo l’utilizzo di soli 4 inceneritori, cioè quelli che servono per bruciare i rifiuti presenti in regione. Nel secondo scenario riduciamo gli impianti a tre, portando quelle 758mila tonnellate da bruciare a sole 431mila. Il resto lo vogliamo smaltire con impianti speciali di pre trattamento. Il nostro obiettivo è chiaro: andare verso una società post-incenerimento“.

E se per ipotesi il piano nazionale finisse per spedire in Emilia-Romagna rifiuti provenienti da altre parti d’Italia? “Non mettiamo in discussione eventuali provvedimenti di questo tipo basati sul principio di solidarietà. Semplicemente però quei rifiuti dovrebbero essere trattati in altro modo, e non bruciati”, spiega Balzani.

L’intervento dell’assessore Alberto Bellini del Comune di Forlì:

Bellini ha anche elaborato una tabella con i costi di smaltimento comprensivi delle eventuali spesa di chiusura (compreso i costi di capitale) degli impianti di incenerimento che, nelle due ipotesi correttive presentate, dovrebbero essere dismessi. Una scelta obbligata quella di considerare spese di questo tipo visto i conteziosi legali che altrimenti potrebbero nascere. I dati dicono che nel 2020 lo scenario a tre inceneritori costerebbe 106milioni di euro (costi di smaltimento) contro i 100 previsti dal piano regionale. Già 5 anni dopo però gli ammortamenti dei costi degli impianti inizierebbero a farsi sentire, e il piano “tre inceneritori” costerebbe solo 77 milioni di euro, contro i 95 del piano regionale.

Unico problema, è non affatto secondario, è quello dei dividendi delle azioni delle multiutility Hera e Iren, che sull’incenerimento guadagnano. Quanti soldi verrebbero a mancare? I conti, anche qui, li ha fatti il Comune di Forlì. “I dividendi diminuirebbero di circa un terzo – spiega Bellini – ma ci sarebbe tutta un’economia basata sul riciclo che fiorirebbe, senza contare che incenerire è globalmente svantaggioso anche dal punto di vista economico”.

https://vimeo.com/90653447

https://vimeo.com/90657410

https://vimeo.com/90658813
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