Eolico galleggiante, il futuro dell’offshore in Gran Bretagna

 

Il Crown Estate britannico ha dato il via libera per la costruzione del Buchan Deep project, un impianto eolico galleggiante a largo delle coste scozzesi composto di cinque turbine, per un totale di 30 MW.

Allo stato attuale esistono solo due impianti eolici galleggianti, uno in Portogallo e uno in Norvegia (vedi Riferimenti), entrambi costituiti da un’unica turbina. L’impianto britannico sarebbe il primo al mondo composto da una schiera di turbine. Sarà costruito dalla compagnia petrolifera norvegese Statoil a largo delle coste dell’Aberdeenshire, in acque profonde 100 metri.

Il progetto rientra nell’obiettivo di tagliare del 30% i costi dell’eolico offshore nel paese britannico, dove molte delle nuove realizzazioni sono a rischio a causa della lievitazione dei costi. Recentemente, infatti, il consulente del governo per i cambiamenti climatici ha dichiarato che diversi impianti offshore non potranno essere realizzati se non saranno ritoccati i sussidi statali. Il riferimento era ai 40 GW di nuove installazioni programmate dal governo, il quale ha dichiarato la propria intenzione di non ritoccare gli incentivi; da qui la ricerca di soluzioni più economiche.

Se il progetto Buchan Deep andrà in porto, contribuirà in modo considerevole al taglio di spesa previsto. Come avevamo già segnalato in articoli precedenti, l’economicità dell’eolico galleggiante consiste innanzitutto nel taglio dei costi di fabbricazione e installazione poiché non richiede l’impiego di pesanti navi gru o di equipaggiamento per trivellazioni e fondazioni. Le turbine possono essere assemblate a terra e successivamente trasportate in mare grazie all’impiego di un rimorchiatore, e inoltre sono in grado di raccogliere i forti venti che spirano a largo, producendo più elettricità.

Statoil è impegnata principalmente nella vendita di petrolio e gas, ma a partire dal 2009 ha iniziato a investire nell’eolico galleggiante, realizzando il primo impianto di questo tipo, Hywind, a largo delle coste norvegesi. Anche se la compagnia petrolifera non ha ancora confermato l’approvazione definitiva alla costruzione di Buchan Deep, il via libera del Crown Estate britannico costituisce comunque una tappa fondamentale verso la realizzazione del progetto.

 

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