«Duemila carpigiani non hanno la casa agibile»

L’assessore Tosi: «Ora stiamo gestendo quasi autonomamente l’emergenza ma a breve serviranno risorse umane ed economiche. Casa e lavoro priorità»

«Stiamo affrontando al meglio l’emergenza, ma lo stiamo facendo da soli. Tutte le attività sono svolte dal Comune e dai volontari locali. La nostra città sta riuscendo a gestire, con tutti i limiti del caso, questa situazione solo grazie al forte tessuto sociale che la contraddistingue». Sono parole dell’assessore all’ambiente Simone Tosi, che aggiunge: «Importantissimo è stato il ruolo di associazioni e parrocchie, che hanno svolto un lavoro eccezionale nel fornire aiuto e riparo a tanti sfollati. Il volontariato di centinaia di cittadini ha poi fatto il resto: solo grazie a loro siamo riusciti a presidiare la zona rossa». Insomma, Carpi ha fatto da sola. Con significative eccezioni: un esempio è dato dai 57 agenti della polizia municipale provenienti soprattutto da Milano e da alcune città della Riviera, giunti per sostenere l’operato dei colleghi locali. Ma, nonostante il grande lavoro, la situazione per l’amministrazione resta di emergenza: «Il bilancio del nostro comune può sembrare relativamente lieve se guardato in termini percentuali. Ma se si considera la situazione in cifre assolute, si nota come Carpi sia in piena emergenza. « Sono più di tremila gli abitanti che attualmente risiedono fuori casa, due terzi dei quali hanno ricevuto un’attestazione di inagibilità per la propria dimora. È proprio su questi ultimi che il Comune sta concentrando le energie, cercando di sistemare i più bisognosi in strutture alberghiere dell’Appennino modenese e della regione.
Ma in tanti sono sistemati anche nelle 9 strutture per sfollati predisposte dal Comune cinque delle quali per anziani non autosufficienti, disabili e donne incinte. A questi vanno aggiunti i quattrocento cittadini che hanno trovato riparo nella tendopoli allestita presso le piscine dalla protezione civile della Basilicata. Infine in molti stanno scegliendo la “linea dell’autonoma sistemazione”, prevista dal decreto d’urgenza emanato dal Governo. Sebbene i dettagli debbano essere ancora stabiliti dalla Regione, essa prevede l’assegnazione di un finanziamento fino a seicento euro per famiglia. Un modo per facilitare il Comune, che ha comunque già messo in conto di dover adottare alcune risposte abitative d’emergenza. Altro fronte aperto per l’amministrazione resta quello del controllo di agibilità delle case: secondo i bollettini ci vorranno ancora alcune settimane perché le squadre di verifica, composte da tecnici comunali e vigili del fuoco, oltre che da esperti della Regione, possano rispondere alle oltre 4mila richieste pervenute dai cittadini carpigiani. Se Carpi sta riuscendo a gestire quasi autonomamente l’emergenza, Tosi non è altrettanto ottimista per il futuro: «Le priorità sono decisamente cambiate: tutte le forze saranno dirette per casa e lavoro. Ma non ce la potremmo fare con le nostre forze, serve un aiuto dallo Stato e dalla Regione, servono risorse nuove, sia in termini economici che umani».

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