Energia, Bianchi: "Altro che petrolio, il futuro è rinnovabili ed efficienza"

 

image Dichiarazione di Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Partito Democratico

"Condividiamo con il ministro Passera la necessità per il nostro Paese di ridurre la dipendenza energetica dall’estero e di creare posti di lavoro anche nel settore dell’energia. Ma davvero non ci sembra il momento di puntare sullo sviluppo degli idrocarburi tanto più nel nostro paese che ha nel suo patrimonio ambientale una delle sue ricchezze maggiori. Esperienze condivise da tempo mostrano l’assoluta necessità di cambiare il modo di produrre energia e di accelerare il passaggio verso economie a bassissimo impatto di carbonio per contenere il riscaldamento globale". 

"Il fatto che quasi non se ne parli nel nostro paese non ci rende affatto meno vulnerabili all’impatto dei cambiamenti climatici né ci farà recuperare l’ulteriore svantaggio che rischiamo di accumulare rispetto a quei paesi che investono in nuove tecnologie, in energie rinnovabili, in efficienza energetica. Dobbiamo saper puntare come paese su fonti diverse. A cominciare dal gas che deve diventare meno costoso introducendo finalmente maggiore concorrenza e realizzando più gassificatori e una maggiore capacità di stoccaggio".

"E accanto a questo dobbiamo sostenere con convinzione e con gli strumenti opportuni efficienza energetica e rinnovabili sia elettriche sia termiche.
Questa è la strada maestra per ridurre la dipendenza dall’estero e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro come già succede in Italia e in misura maggiore in paesi come la Germania che hanno investito in questo settore con maggior coerenza. Sosteniamo da tempo la necessità che gli incentivi si riducano per evitare qualunque forma di rendita e alleggerire il peso sulla bolletta dei cittadini ma questo deve avvenire in modo sostenibile nei tempi e nelle modalità. Esprimiamo di nuovo grande preoccupazione per i decreti sulle rinnovabili elettriche all’esame della conferenza stato regioni".

"Al di là degli obiettivi annunciati, l’effetto concreto rischia di essere un sostanziale blocco del settore che dovrebbe invece essere sostenuto anche per puntare a rafforzare una filiera italiana delle rinnovabili a partire da ciò che già esiste. Preoccupa il vincolo dei registri anche per quantità minime di produzione, il venir meno dei premi per lo smaltimento dell’amianto, il plafond troppo contenuto per la produzione di rinnovabili non fotovoltaiche a partire dal biogas solo per fare qualche esempio. Chiediamo che il governo sappia cogliere l’opportunità di un confronto costruttivo con le regioni per modificare i decreti in modo da garantire un sostegno effettivo al settore delle rinnovabili".

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