La mia risposta alla interrogazione sul comparto E1

Qui di seguito inserisco il testo della mia risposta alla interrogazione del consigliere Benatti del PDL sul comparto E1

“Avendo affrontato alcune volte il tema in consiglio in modo anche più dettagliato le risposte che le darò saranno sintetiche.

1) A seguito di una proposta progettuale di Piano di iniziativa privata depositata da alcuni proprietà, gli uffici hanno mandato una comunicazione a tutti i proprietari in data 28 febbraio 2009 in cui si rimarcava che i firmatari del piano erano un quota inferiore al 75% delle proprietà (percentuale minima perché il piano sia presentato al conisglio comunale)
Il 14 marzo 2009 venne convocata una riunione con tutti gli attuatori per presentare una proposta di piano elaborata dagli uffici, proposta che ha ottenuto un 4,1% di proprietà contrarie, un 49,3% di proprietà silenti, 9,1% di favorevole, ed un 37,5% di proprietà che hanno presetato osservazioni.
Venne a questo punto rielaborata una seconda proposta progettuale che venne presentata il 26 luglio 2010 che raccolse una adesione formale al disotto del 75% indispensabile per la presentazione in consiglio comunale del Paino stesso.

2) 3) Per la richiesta di presentazione di un piano particolareggiato al consiglio comunale serve che questa richiesta sia sottoscritta da almeno il 75% delle proprietà interessate, stessa percentuale è richiesta per la presentazione del piano stesso. Per rendere poi attuativo il piano approvato, serve la sottoscrizione di una convenzione, tra tutti gli attuatori (il 100% delle proprietà) ed il Comune.
La richiesta della presentazione del piano è stata approvata dal consiglio comunale con Delibera 165 del 11/10/2007 che allego). I tempi lunghi come da lei richiamati nella interrogazione riteniamo siano dipesi dalla problematiche legate alla necessità da parte dei privati di trovare un accordo di massima.
Come ho avuto modo di spiegarle, il piano poi non ha visto la sua conclusione per mancanza dell’accordo della totalità delle proprietà interessate.
Sull’area in oggetto è allo studio una possibilità di suddivisione del Comparto, per facilitare la sua attuazione, è chiaro che per procedere abbiano dovuto attendere il pronunciarsi del TAR ed ora attenderemo fiduciosi il pronunciamento del Consiglio di Stato, sapendo che abbiamo agito come la convenzione tra le parti prevedeva.

4) 5) 6) 7)La predisposizione del Piano di iniziativa Pubblica (PIP) è stato proposto in virtù dell’accordo sottoscritto dalle parti per la cessione gratuita delle aree per la realizzazione dell’asse stradale “Bretella Terre d’Argine”.
Tale Piano non ha raggiunto le percentuali necessarie per ritenere il Piano meritevole di prosecuzione del suo iter. L’iter seguito dall’Ente Locale ha visto la convocazione di un incontro pubblico nel quale è stato presentata la nostra proposta di piano particolareggiato, successivamente abbiamo chiesto agli attuatori di manifestare per iscritto osservazioni alla proposta e di esprimersi sul progetto. Alcuni attuatori hanno presentato osservazioni che in parte sono state accolte, nell’ottica di migliorare il piano stesso, ed è stato richiesto nuovamente di esprimersi sulle nuova proposta. Le adesioni a questo secondo progetto di paino non hanno superato di poco il 30% delle proprietà.

Ricordo che un Piano di Iniziativa Pubblica approvato dal Consiglio Comunale, può prevedere l’esproprio di quelle aree corrispondenti alle proprietà non interessate alla attuazione del Piano. In sintesi questa opzione si tradurrebbe in una costo per l’amministrazione comunale di alcuni milioni di euro.

Facciamo presto a fare alcuni conti, l’area interessata è di 250mila mq, e le proprietà che hanno manifestato il loro interesse a sviluppare con noi il piano sono attorno al 30%.
Il restante 70%, ovvero 175mila mq espropriati supponiamo al valore 56euro come ICI ridotta (in realtà alcune aree hanno continuato a pagare una ICI piena), il conto è presto fatto, ovvero per espropriare l’area avremmo dovuto recuperare circa 10 milioni di euro dal nostro bilancio.

E’ chiaro che le dinamiche del mercato immobiliare, come l’andamento delle risorse comunali hanno reso questa opzione assolutamente impraticabile. Si consideri infatti che parte del PIP autotrasportatori di Fossoli vede parte dei loti ancora invenduti.
Quindi tecnicamente è possibile pensare ad un piano di iniziativa pubblica, ma questa non rientra per ragioni oggettive di costi nelle nostre priorità, infine per rispondere alla sua dimanda sullo scomputo dei costipi esproprio dei costi sostenuti per l’esproprio dell’area della bretella, è chiaro che nel caso si fosse deciso di trasformare tutta l’area in una Iniziativa Pubblica, non torneremmo a comprare due volte la stessa terra, quindi la parte che abbiamo espropriato e che è stato oggetto di un ricorso al TAR ed ora al Consiglio di Stato, sarebbe da scomputare.

8) La proposta oggi, non la si ritiene accoglibile perché vessatoria e punitiva, soprattutto a ricorso aperto, ovvero il messaggio sarebbe, “visto che ci avete fatto un ricorso noi vi togliamo la possibilità di edificare l’area”. Il comparto E1 e stato inserito a Piano Regolatore prima del passaggio della Bretella, ora una parte delle proprietà si sente lesa dei propri diritti, noi crediamo di no e per questo loro si sono rivolti alla giustizia amministrativa. Concludendo su questa domanda, è altrettanto vero che il Consiglio Comunale sulla pianificazione territoriale ha pieno mandato di ragionare, laddove i programmi insediativi non siano decollati, di dare opportunità ad altri soggetti .

9) La posizione del Comune è sempre stata quella dichiara in altre interrogazioni e discussa in diversi ODG, ovvero, tra le parti c’è un accorso sottoscritto, noi siamo perché sia rispettato in tutte le sue parti. E su questo ci ha dato ragione il Tar.

Infine per fare chiarezza, non tanto a lei che immagino ha tutto ben chiaro, ma ai consiglieri, che noi fino ad ora non riteniamo di aver perso, e la dimostrazione è che non siamo noi a ricorrere al Consiglio di Stato ma la ditta FINZI. Ritengo come dichiarato più volte che quando una opera pubblica passa su un terreno di un privato sia giusto pagare per quel terreno, (questo assunto lo stabilisce del resto anche la normativa relativa e la legislazione che fa riferimento agli espropri) ed è altrettanto chiaro che il punto non è la correttezza o meno degli atti, che sono ovviamente corretti visto che sono stati vagliati dal TAR due volte, ma sulla consistenza dell’esproprio, che per noi è di 1milione e per la ditta Finzi il doppio.”

Sullo stesso tema:

Lunga discussione in consiglio sulla vicenda Finzi comparto E1

Ricorso al Tar società Finzi, la mia risposta alla interrogazione della Lega Nord

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...