Nessun abuso nel comparto PP11

Pubblico la risposta alla lunga interrogazione del consigliere del nPDL Roberto Benatti, in merito al comparto PP11 di via Molise.

In considerazione dell’interrogazione pervenuta in data 23/09/2011 prot. g. n.33884 avente ad oggetto il comparto P.P.11- Via Molise, si fa presente che l’Amministrazione Comunale a seguito della segnalazione dei residenti riferita alla tracimazione delle acque del canale denominato Cavata orientale causato dall’evento meteorico….., ha cercato di individuare le possibili cause dei disagi lamentati dai residenti, che si ritiene derivino anche dalla mancata ultimazione dei lavori di urbanizzazione dell’area, avviando tutte le procedure e gli accertamenti necessari per verificare la congruità dei lavori realizzati con le autorizzazioni edilizie rilasciate.

Dalle verifiche effettuate la situazione risulta la seguente (risp ai punti 1-2-3,4-8):

– l’area è inserita nel “P.P. di iniziativa privata- P.P.11- Via Molise” approvato con Delibera di C.C. n°286 del 28/11/02, così come modificato dalla successiva Variante, approvata con Delibera di Consiglio Comunale n°148/2004 del 26/10/04, la cui attuazione è regolata dalla convenzione stipulata con atto a ministero Notaio Fiori del 19/04/05 n° rep.193.981 racc. 33.447;

– ai fini dell’attuazione del piano particolareggiato e della successiva variante sono stati rilasciati i permessi di costruire per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione del comparto, U.T. n.206/2003 e n.1456/2005 e la D.I.A. n:1887/2007 del 16/11/2007, presentata per ottenere la proroga dei termini di validità, ora scaduta;

– a seguito dei sopralluoghi effettuati dal Consorzio di Bonifica, come da comunicazione inviata in data 21/12/2004 ai Soggetti in indirizzo, si era evidenziato che lo scarico di acque pluviali provenienti dal comparto industriale urbanizzato nello scolo Cavata Orientale era stato realizzato in difformità dall’Autorizzazione allo scarico rilasciata dal Consorzio in data 30/12/2003 n°15.509, nello specifico prevedendo al posto di due tubazioni in PVC di diametro pari a 30 cm., quattro tubazioni aventi diametro pari a 40 cm;

– nella “Relazione Calcolo Udometrico”, redatta dal Dott. Ing. Santi, presentata in allegato alla DIA n. UT.1887/2007 si dichiarava che le sezioni dei tubi posti in opera per il deflusso delle acque meteoriche relative al progetto originario allegato al p.d.c. U.T. n.206/2003 erano sufficienti anche per la variante in ampliamento del comparto;

il Servizio Arpa, dopo aver effettuato dei sopralluoghi nell’area, per evasione della richiesta del Responsabile del Settore Ambiente del Comune di Carpi del 17/06/2011 Prot. Gen. 22.401 di accertamenti sul problema ambientale sopra descritto, ha inviato una comunicazione in atti al Prot. Gen. 25055 del 05/07/2011, con cui si esplicita l’esito delle verifiche compiute, evidenziando i seguenti aspetti:

Non sono state trovate tracce di sostanze oleose nei canali, nei fossati della zona agricola indicata e neppure nelle caditoie di raccolta delle acque meteoriche del comparto industriale;

Si ritiene utile suggerire ai Responsabili dell’Ente Locale di compiere una verifica sull’effettiva capacità di smaltimento del Cavo Consortile recettore – pulizia e risezionamento dell’invaso – oltre che attivarsi per la messa in sicurezza dei lotti edificabili – obbligo a carico dei privati proprietari, come previsto dalle norme di Legge e Regolamentari – prevenendo abbandoni o versamenti abusivi di rifiuti.”

­- il Servizio Arpa, con successiva comunicazione al Servizio Ambiente del Comune di Carpi ed alla Provincia di Modena – Area Territorio ed Ambiente – in atti al Prot. Gen. 26069 del 13/07/2011, ha evidenziato alcune piccole irregolarità riguardanti la gestione di alcuni contenitori per pezzi lavorati e cassoni per la raccolta rifiuti presenti nelle aree cortilive di alcune aziende del comparto artigianale in oggetto, che, nel caso di forte pioggia o incidente, potrebbero causare trasporto di sostanze indesiderate nel reticolo delle acque bianche; tali irregolarità sono già state segnalate alle ditte interessate ed in fase di risoluzione.

Quanto al punto 5, si precisa che la fascia di rispetto definita come di tutela ordinaria di cui all’art. 69.09 delle NTA del PRG, così come individuata sulla cartografia vigente, prevede una fascia di tutela pari a 50 metri misurata dall’asse del canale, pertanto da misure speditive effettuate sul posto risulta che gli edifici prospicienti il canale di carpi sono collocati ad una distanza di circa 48 metri dal ciglio canale , al quale occorre aggiungere circa 5 metri dall’asse dello stesso, per una distanza complessiva pari ad oltre i 50 metri previsti per legge.

Quanto al punto 6 dell’interrogazione si precisa che l’impostazione del progetto iniziale e successiva variante prevedevano una strada principale denominata Via Emilia Romagna della sezione di 12 metri, comprensiva di marciapiedi laterali pari a 3 metri, e vie di collegamento secondari della dimensione di metri 10, comprensiva di metri 3 di marciapiedi laterali, tale è la situazione attuale nel rispetto di quanto previsto dagli elaborati approvati.

Quanto al punto 7 si ritiene che i responsabili di eventuali inadempienze in ordine alle problematiche sollevate dall’Amministrazione Comunale e riferite all’esecuzione delle opere di urbanizzazione, sono i soggetti firmatari della convenzione urbanistica relativa all’attuazione del comparto in oggetto.

Quanto al punto 9 si ricorda che l’evento meteorologico si è verificato il 5 giugno e successivamente, in data 6 giugno, è pervenuta presso il Servizio Ambiente l’esposto a firma del sig. Malagoli Alberto che lamentava l’allagamento dei propri terreni e presenza sugli stessi di residui oleosi. A seguito di tale esposto in data 11 giugno c. a. il Servizio Ambiente richiedeva all’ARPA di effettuare i relativi accertamenti come da segnalazioni sollevate con l’esposto. L’ufficio ARPA ha ritenuto di effettuare i relativi accertamenti secondo ordini di priorità, anche in funzione di altre problematiche verificatesi sul territorio carpigiano per lo stesso evento meteorico.

Quanto al punto 10 si evidenzia che, ai sensi della legislazione vigente alla data di approvazione del piano particolareggiato, all’art. 2 punto 11) della convenzione urbanistica si prescriveva che doveva essere previsto nei progetti esecutivi di ogni singolo lotto, “un adeguato sistema per il trattamento delle acque meteoriche provenienti dalle aree cortilive, prima della loro immissione, da ogni lotto, nella rete pubblica delle acque bianche, allo scopo di evitare lo scarico in corpo idrico superficiale di eventuali sostanze inquinanti accumulate sui piazzali e dilavate dalle acque di prima pioggia.”. Ai sensi della legislazione attualmente vigente (art.113 D.Lgs n°152 del 3/04/2006 e ss.mm.) l’obbligo di realizzazione degli impianti di trattamento delle acque meteoriche è legato alle attività svolte dalle imprese che si andranno ad insediare nei lotti di progetto, pertanto nel progetto edilizio sarà necessario specificare se, in relazione alle attività svolte, vi sia il rischio di dilavamento da superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose.

Quanto ai punti 11, 12 e 13, si precisa che in più occasioni l’Amministrazione Comunale ha manifestato ai Soggetti attuatori l’esigenza di adeguare le opere realizzate secondo i titoli autorizzativi rilasciati. Inoltre si ricorda che i Soggetti attuatori nell’arco di validità della convenzione urbanistica, pari ai dieci anni dalla sottoscrizione, possono effettuare tutti gli adeguamenti necessari, in caso contrario in sede di collaudo, delle stesse opere da parte dell’Amministrazione Comunale, vengono contestate le inadempienze riscontrate e intimato ai proprietari di procedere al loro adeguamento secondo una precisa tempistica. Allo scadere dei termini assegnati se persiste la situazione di inadeguatezza riscontrata in sede di collaudo, l’Amministrazione Comunale può sostituirsi ai Soggetti Attuatori e procedere ai lavori di adeguamento previa escussione delle garanzie economiche prestate con specifiche fideiussioni bancarie.

Per ciò che riguarda il rilascio delle autorizzazioni allo scarico è competenza dell’Ente consorzio di bonifica intervenire.

A seguito di quanto precedentemente esposto è stato avviato un percorso di confronto tecnico con il “Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale”, al fine di individuare una serie di possibili interventi progettuali e di opere idrauliche da realizzare, che dovrebbero ovviare a future emergenze idrauliche e che, nello specifico possono essere così brevemente descritte, così come da elaborati allegati:

realizzazione di una vasca a cielo aperto per la laminazione dei colmi di piena generati in occasione di intensi eventi meteorici mediante uno scavo di sbancamento all’interno del’area identificata al Catasto Terreni del Comune di Carpi al Fg.161 mapp. 199 ed al foglio 164 mapp. 304, 309 e 323;

esecuzione di manufatto di sfioro per lo smaltimento di acque meteoriche in corrispondenza del Canale Cavata;

compatibilmente con la proprietà dello strada vicinale Gargallo, allargamento della larghezza di fondo del Cavo Cavata Orientale in destra idraulica fino a 2,00 m. e profilatura della sponda sempre in destra idraulica con pendenza 3×2.”

Le soluzioni tecniche prospettate dovrebbero interessare alcune aree libere, di proprietà dei Soggetti Convenzionanti, esterne al comparto e di futura cessione al Comune di Carpi, così come già previsto nella citata convenzione urbanistica all’art.2 punto 12), con cui, in particolare, si prescriveva ai soggetti attuatori dell’intervento di “cedere le suddette aree opportunamente piantumate, con essenze arboree e arbustive, sulla base di un progetto esecutivo da presentarsi contestualmente alle opere di urbanizzazione primaria, preventivamente concordato con i competenti uffici del Comune.”

Pertanto, l’Amministrazione, con comunicazione inviata in data 09/08/2011 Prot. Gen. 29179, ha invitato i Soggetti convenzionanti in indirizzo, in considerazione delle criticità idrauliche manifestatesi nel comparto, a presentare un nuovo titolo abilitativo che consenta di completare le opere di urbanizzazione del comparto, integrando gli interventi progettuali previsti nel progetto originario con le opere idrauliche sopra descritte.

Si tiene a precisare che i disegni allegati alla comunicazione sono delle proposte progettuali, di cui è necessario approfondire la fattibilità con uno studio preciso delle caratteristiche dell’area; a tal fine dovranno essere predisposti i seguenti elaborati:

rilievo del terreno e delle opere di urbanizzazione realizzate in modo da dimensionare la vasca di laminazione e definire le corrette caratteristiche idrauliche delle opere da realizzare per lo smaltimento delle acque invasate;

planimetria aggiornata della rete delle acque meteoriche interna al comparto, individuando tutti i punti di scarico previsti nel Cavo Cavata Orientale ed autorizzati,

planimetria aggiornata della rete delle acque nere interna al comparto, individuando tutti i punti di scarico nella rete pubblica delle acque nere,

relazione tecnica inerente tutti gli interventi da realizzare a completamento delle opere di urbanizzazione primaria, accompagnata da uno studio idraulico del comparto aggiornato;

documentazione fotografica dell’area e degli scarichi realizzati;

planimetria di progetto e tutti gli elaborati grafici di progetto necessari per descrivere le opere idrauliche da realizzare

collaudo delle opere idrauliche e delle reti fognarie (bianche e nere) realizzate per la futura cessione alla mano pubblica;

L’Amministrazione ha prescritto di concordare il progetto con il “Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale”, e di aggiornare anche gli elaborati relativi all’Autorizzazione allo scarico.

Si prescrive di prevedere, comunque, le opere di mitigazione rispetto all’area agricola confinante richieste con l’art.2 punto 12) della convenzione, piantumando l’area con essenze arboree e arbustive; il progetto dovrà individuare il posizionamento delle essenze intorno e/o all’interno della vasca di laminazione ed in fregio al canale, previo accordo con il “Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale” su tipologia di essenze da mettere a dimora e sesto d’impianto .

Infine, come richiesto dal Servizio ARPA nel parere in atti al Prot. Gen. 25055 del 05/07/2011, si invitano i proprietari delle aree in indirizzo ad attivarsi per la messa in sicurezza dei lotti edificabili – obbligo a carico dei privati proprietari, come previsto dalle norme di Legge e Regolamentari – prevenendo abbandoni o versamenti abusivi di rifiuti.

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