Tutti in bici al lavoro la sfida ecologica al traffico delle città

Boom delle due ruote, le usano 6 milioni di italiani
Negli ultimi dieci anni quadruplicato il numero di quelli che la scelgono nei giorni feriali come alternativa ad auto e mezzi pubblici

MARINA CAVALLIERI da Repubblica
ROMA – Si diffondono nel nord est e in Puglia. Aumentano a Mestre, Ferrara, Torino. Si fanno largo a Roma. Le biciclette conquistano gli italiani, sarà complice la crisi economica o quella della mobilità ma anche nel paese delle automobili, la disponibilità a pedalare cresce. Un desiderio che non si esaurisce con le vacanze, sempre più persone infatti, finita l´estate, decidono di non chiudere la bici in cantina ma di usarla anche per andare al lavoro. Il nuovo esercito delle biciclette è formato da studenti e lavoratori, ciclisti attrezzati e motivati, nella loro scelta non c´entra né la moda né la nostalgia, ma conta soprattutto l´utilità.
Secondo gli ultimi dati dell´Osservatorio Audimob di Isfort, relativi al 2010, appena elaborati, sono 6 milioni e mezzo gli italiani che vanno al lavoro o a scuola in bicicletta ed è più che quadruplicato l´uso della bici nei giorni feriali negli ultimi dieci anni. Andare in bicicletta non è più solo il passatempo ecologico o lo sport eroico. Gli utilizzatori abituali nel nord est sono passati dal 19,1 per cento del 2005 al 30,6 del 2010, nel nord ovest dall´11,7 al 15,4, al centro dal 7,1 a 8,8, a sud da 3,4 a 5,5.
«Oggi la percentuale di utenti dei pedali è schizzata in alto, per trovare una quota così elevata di mobilità dolce bisogna tornare al periodo che ha preceduto la motorizzazione di massa», spiega Alberto Fiorillo di Legambiente. «Al nord ci sono città dove andare in bicicletta è un gesto che fa parte della propria cultura ma oggi la novità è rappresentata dall´aumento di giovani. A Reggio Emilia, Ferrara, Padova, possiamo dire che è usata quotidianamente da un terzo degli abitanti. Un cambiamento che dimostra come se ci sono incentivi, dalle piste ciclabili alla riorganizzazione della mobilità, i risultati si vedono». Un esempio di pratiche virtuose è Bolzano: sono stati dati premi a chi andava a lavorare in bicicletta. O Mestre diventata in pochi anni una delle città più ciclabili da sostenere il confronto con città mitteleuropee.
Anche a Milano, città ad alta densità di smog, si assiste ad un cambiamento delle abitudini urbane. «Qui diverse cause hanno contribuito a diffondere la bicicletta», spiega Fiorillo, «tra queste la moda della bici fissa, senza cambio né freni, un modello che dopo aver conquistato altre capitali è approdato a Milano. Poi l´ecopass, ma anche la voglia di migliorare la qualità della vita. Infatti non è tanto la crisi economica ma quella della mobilità a convincere tanti professionisti a spostarsi in bicicletta». A Roma il sito ciclomobilisti.it è il punto di riferimento dei sostenitori del “bike to work”, dal sito si può scaricare una guida che dimostra tutti i benefici, fisici e non solo, che si hanno ad abbandonare l´automobile. «Gli italiani vorrebbero moltissimo andare in bicicletta anche al lavoro e non solo nel tempo libero», dice Gianni Stefanati, bicycle manager di Ferrara, città dove ogni abitante possiede 2,8 biciclette. Stefanati è anche responsabile del coordinamento nazionale “Citta in bici” che raccoglie i comuni virtuosi e i 40 che hanno aperto un apposito “Ufficio biciclette”, che si occupa della mobilità su due ruote. «Purtroppo ci sono degli ostacoli. Uno è nel codice della strada che non si è adeguato. Per esempio le bici devono avere le luci ma se non le hanno non sono sanzionabili. Hanno la possibilità del rimorchio ma non ci possono portare i bambini. Poi l´infortunio in itinere, tra casa e lavoro, è riconosciuto e risarcito per chi usa altri mezzi ma non a chi va in bicicletta. Ora poi con i tagli ci sarà anche un problema di soldi, l´ultima legge che finanziava le piste ciclabili risale al 1999».
Eppure gli italiani sognano di poter pedalare. «Quando ci sono stati gli incentivi nel 2009 per chi acquistava una bicicletta, fino al 30% in meno, le vendite si sono impennate, c´è stato un interesse incredibile», dice Piero Nigrelli dell´Ancma, associazione nazionale costruttori delle due ruote. «Noi lo vediamo anche nelle vendite: diminuiscono le mountain bike e aumentano i modelli per la città».

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