Fonti rinnovabili colpite ancora da questo Governo!

Curiosando sul sito di nextville ho trovato questa notizia che mi lascia sinceramente senza parole. Ve la copio come l’ho trovata

Nextville - Energie rinnovabili e Efficienza energetica

Manovra 2: Robin Tax su tutta l’energia e anticipo tagli alle facilitazioni fiscali

(Anna Bruno http://www.nextville.it/news/712)

Il Dl 13 agosto 2011 n. 138, “Ulteriori disposizioni urgenti…” è stato pubblicato in Gazzetta e passerà all’esame dell’aula dal 22 agosto. Si tratta di un testo davvero ricco di sorprese.

Nel nostro precedente editoriale, alla vigilia del Consiglio dei Ministri, ci ponevamo il problema di come fosse possibile effettuare con il secco anticipo di un anno i tagli percentuali alle facilitazioni fiscali previsti dalla prima Manovra.  E ci interrogavamo anche sul difficile scenario in cui si sarebbe svolta la formulazione dei decreti attuativi per l’incentivazione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Ma tra le molte preoccupazioni sollevate, una eventualità non l’avremmo proprio saputa immaginare: la Robin Tax sull’energia rinnovabile.

In attesa del dibattito parlamentare, che ci auguriamo possa cambiare notevolmente alcune impostazioni del Decreto legge, riteniamo utile attirare l’attenzione, per il momento, su questi due punti. E approfittare di questa news per dare una informazione su un tema non di stretta attinenza di questo sito, ma che riguarda moltissime imprese e che è bene far circolare velocemente.  

Robin Tax per tutti e subito

Questa imposta è stata istituita nel 2008 come misura di “perequazione tributaria” e quindi denominata Robin Tax. Colpiva – con una addizionale del 6,5% all’imposta sul reddito societario – i soggetti con ricavi superiori a 25 milioni dei settori:  a) ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassos, 

b) raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale, 

c) produzione o commercializzazione di energia elettrica. Erano esentati i soggetti produttori di energia elettrica “mediante l’impiego prevalente di biomasse e di fonte solare-fotovoltaica o eolica”.

La Manovra 2, all’articolo 7, allarga la misura a tutti i produttori, trasportatori, distributori e venditori di energia elettrica e ai produttori e distributori di gas naturale. Inoltre la appesantisce di 4 punti percentuali (totale 10,5%), e abbassa la soglia di imposizione ai 10 milioni di fatturato, in presenza di un reddito imponibile di almeno 1 milione. Nessuna esclusione per le fonti rinnovabili. E infine, in deroga al divieto di retroattività delle misure fiscali, rende operativa la misura già sui redditi dell’esercizio 2011.

Ecco la riformulazione – con le correzioni della Manovra – dell’articolo 81, comma 16, del Dl 25  giugno  2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.133:
“In dipendenza dell’andamento dell’economia e dell’impatto sociale dell’aumento dei prezzi e delle tariffe del settore energetico, l’aliquota dell’imposta sul reddito delle societa’ di cui all’articolo 75 del testo unico delle imposte sui redditi… è applicata con una addizionale di 5,5 punti percentuali per i soggetti che abbiano conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi superiore a  10  milioni  di  euro  e  un reddito imponibile superiore a 1 milione di eurosuperiore a 25 milioni di euro e che operano nei settori di seguito indicati:
a) ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi;

 b) raffinazione petrolio, produzione o commercializzazione di benzine, petroli, gasoli per usi vari, oli lubrificanti e residuati, gas di petrolio liquefatto e gas naturale;
c. produzione, trasmissione e dispacciamento,  distribuzione  o  commercializzazione dell’energia elettrica; c) produzione o commercializzazione di energia elettrica 
c-bis)  trasporto  o  distribuzione  del  gas naturale.
Nel caso di soggetti operanti anche in settori diversi da quelli di cui alle lettere a), b) e c), la disposizione del primo periodo si applica qualora i ricavi relativi ad attivita’ riconducibili ai predetti settori siano prevalenti rispetto all’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti. La medesima disposizione non si applica ai soggetti che producono energia elettrica mediante l’impiego prevalente di biomasse e di fonte solare-fotovoltaica o eolica.

Il testo, dettate queste modifiche con il comma 1 dell’articolo 7, aggiunge ai commi successivi:

2. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, (non retroattività delle misure fiscali, ndr), le disposizioni di cui al comma 16 dell’articolo 81 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112….si applicano a decorrere dal periodo di imposta  successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010.
3. Per i tre periodi d’imposta successivi a quello in corso  al  31 dicembre  2010,  l’aliquota  dell’addizionale  di  cui  al  comma  16 dell’articolo  81  …. è aumentata di 4 punti percentuali.

La misura si commenta da sé, e il fatto che il Ministro dell’Economia insista nel chiamarla Robin Tax perfino davanti alle telecamere produce un vago senso di irrealtà. Il risultato di tutto ciò non può che essere il rincaro immediato dei prezzi dell’energia elettrica.

Urge precisare che il Decreto (come già la legge istitutiva della Robin Tax) vieta espressamente di “traslare l’onere della maggiorazione d’imposta sui prezzi al consumo”. Ma, come tutti dovremmo sapere, compreso chi detta le leggi, non è possibile vietare aumenti dei prezzi in un sistema di libero mercato.

Sappiamo inoltre che l’incentivazione delle rinnovabili è completamente a carico delle bollette elettriche. Inoltre il Dlgs 28/2011 ha stabilito che a partire dal 2013 vada velocemente a morire tutto il sistema che gravava sui produttori non rinnovabili e che ha dato vita ai Certificati verdi. Dunque scompare il maggiore onere per i grandi produttori da fonti fossili e compare un fortissimo fardello per i grandi operatori di tutta la fliera energetica, che si scaricherà inevitabilmente sui prezzi finali.

Sarebbe stato bello sperare che tale misura potesse utilmente intervenire a spesare gli incentivi alle rinnovabili, in una sorta di tassa di scopo: all’aumento del prezzo dell’elettricità avrebbe corrisposto una diminuzione della “componente A3” (promozione della produzione di energia rinnovabile), e il sistema elettrico sarebbe stato in grado di provvedere autonomamente a incentivare il proprio settore più innovativo. Ma così non è.

L’anticipo di un anno dei tagli alle facilitazioni fiscali

Relativamente ai tagli alle facilitazioni fiscali, il nuovo testo ribadisce la precedente impostazione (vedi il precedente Editoriale e i Riferimenti), limitandosi a variare gli anni di applicazione dei commi relativi. Pertanto, l’art. 40 comma 1 del Dl 98/2011 (convertito in legge 111/2011), a seguito delle modifiche apportate dal Dl 138 recita:

1-ter. I regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui all’allegato C-bis sono ridotti del 5 per cento per l’anno 2012 (ex 2013, ndr) e del 20 per cento a decorrere dall’anno 2013 (ex 2014, ndr). Per i casi in cui la disposizione del primo periodo del presente comma non sia suscettibile di diretta ed immediata applicazione, con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze … sono stabilite le modalità tecniche … con riferimento ai singoli regimi interessati.
Per i dettagli vedi riferimenti.

Resta identica anche la norma relativa all’eventuale sospensione di questo provvedimento qualora intervengano riforme del welfare e fiscali in grado di provvedere in altra forma alle entrate necessarie. Tali nuove disposizioni dovrebbero essere pienamente operanti non più entro il 30 settembre 2013, ma entro il 30 settembre 2012.

1-quater. La disposizione di cui al comma 1-ter non si applica qualora entro il 30 settembre 2012 (ex 2013, ndr) siano adottati provvedimenti legislativi in materia fiscale ed assistenziale aventi ad oggetto il riordino della spesa in materia sociale, nonché la eliminazione o riduzione dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale che si sovrappongono alle prestazioni assistenziali, tali da determinare effetti positivi, ai fini dell’indebitamento netto, non inferiori a 4.000 milioni di euro per l’anno 2012 (ex 2013, ndr) ed a 20.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2013 (ex 2014, ndr).

Sembra azzardato ipotizzare che in un anno sia possibile affrontare tutto il processo di una riforma fiscale e previdenziale, dalle leggi delega fino all’ultimo decreto attuativo, dunque è probabile che i tagli ci saranno. Con un lieve mistero: essi non potranno essere applicati se non dopo che vi sarà la certezza che non intervengano le riforme, teoricamente fino al settembre dell’anno prossimo. Quindi per alcune voci che vengono liquidate mensilmente e non in sede di dichiarazione annuale (Iva, accise ecc), il beneficio per l’erario sarà di un solo trimestre. E’ comunque improprio che i contribuenti debbano affrontare l’anno 2012 senza sapere quale sarà il carico fiscale che è loro riservato.

Una informazione alle imprese: abrogato il Sistri

Esula dai compiti di questo sito occuparsi di rifiuti, ma la scarsa informazione del periodo estivo ci fa considerare utile diffondere quanto possibile una vera notizia a sorpresa contenutanella Manovra 2.
Il Dl 13 agosto 2011 n. 138 (in vigore dallo stesso giorno) ha abrogato le disposizioni cardine del Dlgs 152/2006 (cd. “Codice ambientale”) e i provvedimenti satellite relativi al sistema di tracciamento telematico dei rifiuti (Sistri).
Vedi riferimenti.

Riferimenti

• Prima manovra
novità detrazioni 36% – 55% e altro 

• Sistri cancellato dal Dl anticrisi

• Dl 13 agosto 2011, n. 138 – Manovra 2
in Nextville (Norme e interpretazioni)

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Un commento

  1. Notizia decisamente interessante sul sito di Roberto Saija: “La Robin Tax dovrebbe essere applicata a tutte le aziende che usufruiscono di concessioni pubbliche e ne traggono grandi guadagni: non solo il settore dell’energia quindi ma anche ad esempio i trasporti, le telecomunicazioni, i servizi idrici”.

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