Lettera al direttore di Voce

Ho inviato una lettera, giocosa e semiseria, di commento sui voti distribuiti alla giunta prima di ferragosto dal settimanale Voce. Ecco qui di seguito il testo integrale:

“Caro direttore,
ultimamente mi sovviene spesso di scriverle, sicuramente perché ho ritrovato il gusto di leggere e commentare il settimanale che lei dirige. Le scrivo questa volta per commentare, in forma anche scherzosa, le “pagelle del secondo quadrimestre” che ha distribuito prima di ferragosto, quindi spero non vi offendiate, nè Lei nè i rappresentanti della nobile categoria dei Maestri, se la chiamo in questa lettera appunto “maestro”, e se userò metafore scolastiche. Guardando ai semplici numeri, in genere gli studenti fanno solo quello, dico da subito che non è sicuramente lusinghiero il 5 che mi ha assegnato, ma di certo è meglio rispetto al 4 rifilato nel primo giro di pagelle. Ricorderà il commento
che avevo inserito sul mio blog, nel quale dicevo che alla fine non era così tremendo quel 4, visto che da lì si poteva solo risalire, quindi diciamo che la previsione di un trend positivo rispetto a quel primo voto era facilmente intuibile. A quel commento posso aggiungerne oggi un altro; quello che se il trend si mantiene, a fine mandato sarò vicino ad un 7, o forse 8, ma qui ci vorrebbe un “maestro” forse più imparziale e sereno nel dare giudizi. Guardando ora invece il giudizio nel suo complesso, quello che in genere fanno i genitori, ed avendo 2 figli la deformazione ormai è cronica, devo dire che in parte non l’ho condiviso, perché come amministratore ed uomo che è chiamato ad assumersi delle responsabilità, ho sempre cercato di mantenere un certo equilibrio ma soprattutto una linearità con gli interlocutori e i problemi con i quali mi sono confrontato in questi anni. Al di là di quello che ho cercato di fare, sono certo che dall’alto della sua “cattedra” dalla quale osserva con severità e malizia tutta Carpi, avrà tratto quel giudizio ponderando e valutando in tante occasioni l’operato di noi assessori. Credo però che sia stato ingeneroso questa volta, perché le assicuro che non è mai stata mia intenzione lisciare il pelo ai miei interlocutori, anzi ho sempre cercato di dire le cose come stanno, dicendo dei no e dei si, ma mai dei “Ni”. Se questo giudizio invece è viziato dalla capacità, che io ritengo positiva, di un amministratore di mutare la propria opinione, le sue convinzioni, ascoltando le ragioni e le motivazioni dell’altro, cosa che ho sempre cercato di fare, mi sa che mi terrò il 5 fino alla fine del mandato amministrativo.

Venendo invece sulle parte finale del suo giudizio, quello nel quale scrive che alcuni mi vedono arrogante, me la cavo con una parafrasi della frase più celebre di Jessica Rabbit, nel film “Chi ha incastrato Roger Rabbit: “io non sono arrogante, è che mi disegnano così”.”

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