Via Molise, una replica dell’assessore Simone Tosi

Pubblico la lettera inviata al Direttore di Voce, Florio Magnanini in merito all’articolo apparso la settimana scorsa sul settimanale Voce.

Caro direttore,
le scrivo provando a chiarire qualche ‘mistero’ da lei evocato nell’articolo pubblicato sull’ultimo numero del settimanale Voce, in riferimento a via Molise e alle sue trasformazioni d’uso da terreno rurale a zona di espansione artigianale.
Il primo ‘mistero’, quello della non pubblicazione sul web della delibera che trasformò quell’area, ha una risposta semplicissima: la digitalizzazione delle delibere e il conseguente loro inserimento sulla Rete civica Carpidiem ha avuto inizio il 16 marzo del 2000, mentre la delibera da lei cercata è stata approvata il primo di marzo dello stesso anno. Svelato il primo ‘mistero’, proviamo a passare a quelli successivi, che lanciano anche qualche sospetto sulla correttezza dell’azione amministrativa.
Nel 2000, prima che il PRG attuale diventasse strumento cogente, si sono approvate alcune varianti sostanziali, anticipatrici del Prg stesso, per favorire l’insediamento o la ricollocazione di aziende sul nostro territorio. L’espansione dell’area che lei definisce di via Molise, è frutto di queste varianti. Aggiungo, avendo votato come consigliere le diverse varianti, che quella era una espansione di un’area artigianale già esistente che si estendeva da via Marx appunto a via Molise: sono tuttora convinto che quella scelta fu saggia, visto che non si è andati a creare una zona artigianale scollegata dalla città e dai suoi servizi. La lettura maliziosa che si ricava leggendo tra le righe del suo articolo, che questa espansione cioè sia frutto di un accordo tra la cooperazione rossa e l’amministrazione, va perciò smentita. Infatti vorrei ricordarle che la variante è stata votata da tutti i gruppi presenti in Consiglio comunale, con l’unica astensione del consigliere di Rc. Ritengo quindi assurdo pensare ad un rapporto consociativo che abbia coinvolto tutte le forze politiche all’epoca su questo provvedimento. La voglio tranquillizzare poi sul fatto che ogni zona di nuovo insediamento produttivo, artigianale, residenziale ha risposto a logiche urbanistiche molto chiare, semplici, trasparenti e non a intrighi o peggio a rapporti consociativi.
Infine, sulle ragioni che hanno visto il ridimensionamento dei lotti tra un PRG e l’altro: basti pensare alla recente variante approvata sulla Zona autotrasportatori, dove vigevano limiti di altezza (imposti dal vecchio PRG), che sono stati tolti (norme del nuovo PRG) per favorire l’insediamento di aziende, utilizzando la stessa logica comn la quale si è intervenuti anche sulla zona di via Molise. E’ chiaro, per intenderci, che è interesse delle amministrazioni comunali portare avanti e completare le previsioni di piano contenute nelle scelte del 2000 e nelle varianti anticipatrici all’approvazione del PRG. Sarebbe illogico pensare il contrario. Durante la discussione del nuovo PSC aggiorneremo queste scelte e queste previsioni, coinvolgendo la città su questo importante tema, ma fino ad allora abbiamo uno strumento che ha fatto previsioni e si è dato delle regole, che possono essere modificate per raggiungere gli obiettivi che il PRG si è dato: quindi, lo ribadisco, nessun consociativismo, ma semplici, elementari, e trasparenti scelte urbanistiche.
Sperando di aver fugato i suoi dubbi la saluto

Simone Tosi,

assessore all’Urbanistica del Comune di Carpi

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