l’amico che vota grillo(e ha scritto bella ciao sulla maglietta…)

“Oggi mi sono iscritto al Partito di Grillo”, mi dice un amico il martedì successivo al primo turno d’amministrative.
Indossa una maglietta con su scritto Bella Ciao a caratteri Coca Cola. Bella Ciao come il Che, come brand, come marchio pop, gassata e decontestualizzata, comunque Bella Ciao, sempre meglio di niente. A saperlo grillino non m’entusiasmo come forse pensava, ma neanche m’incazzo come ora sembra temere, anzi. La notizia di qualcuno che si dà alla politica in qualche modo, magari iscrivendosi per la prima volta ad un partito, anche ad un partito che dice che sono tutti uguali senza rendersi conto, così dicendo, di autocomprendersi nell’analisi, per me è sempre buona. Quasi a discolparsi di tanto slancio il mio amico prova ad elencare i punti del programma letto in rete, ma la cosa che ricorda meglio sono i militanti con le telecamere nei consigli comunali, e tanto basta per far partire un dibattito a più voci…
Grillo è un comico, no è un politico, però fa ridere, pure Berlusconi fa ridere e ha sempre detto di non essere un politico, come Grillo, e allora torniamo al programma, del quale il poco che si sa mette d’accordo per quieto vivere, placando la discussione. Parlando di Grillo con amici, se si riesce a superare quella che per me resta l’invalicabile cortina di una comunicazione spesso cafona fatta di comunicazioni dal balcone del videomessaggio e indisponibilità a qualsivoglia contraddittorio, sui contenuti ci si può ritrovare vicini, mediamente a sinistra, tanto a sinistra da mettersi la maglietta con su scritto Bella Ciao e non pensare che siano tutti uguali. Ci penso mentre su Repubblica leggo che Grillo avrebbe detto, forse in un momento di stanchezza e sincerità, che spera che Pisapia ce la faccia. È un articolo di taglio basso, ma è a tutti gli effetti un’esplicita per quanto debole indicazione di voto per un candidato esterno. Sembra l’atto politico coerente di un leader che si schiera per il contendente che tra i due rimasti ha più a cuore la maggior parte dei punti del proprio programma. Cerco simili dichiarazioni per questo e altri ballottaggi, invano, anzi. È stato un lapsus, ma la delusione è relativa. Anche il grillino ormai, come il terzopolista o l’astenuto, vota quello che gli pare. Sa anche lui che, a furia di schifare tutti, ma proprio tutti tutti tutti, realizzare il proprio programma sarà impossibile. Continuare a vantarlo per non provare mai a realizzarne almeno un po’, potrebbe non avere senso.

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