Quarto conto energia: il governo insiste sui tagli

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Anno 7 – N 8 21 04 2011
Nessuna retromarcia. Da indiscrezioni il governo pare intenzionato a mantenere la sua impostazione sul fotovoltaico: starebbe infatti per varare un nuovo sistema per il fotovoltaico che prevede un taglio netto degli incentivi e del numero di impianti già a partire dal 2011.

Nella nuova stesura del decreto sul Quarto Conto Energia dovrebbe nuovamente essere stato inserito un tetto alla potenza massima che si può installare, con una soglia annua pari a 1550-1.800 MW per il 2011 e di 2.800 MW nel 2012.
Secondo la bozza, gli incentivi al fotovoltaico sarebbero ridotti del 25% già nel 2011 e dell’8% nel 2012. Tagli ben maggiori a quanto previsto in precedenza quando si era introdotta una riduzione fino all’11% in tre tappe nel 2011, del 15% nel 2012 e poi a crescere fino all’azzeramento nel 2017.
Un taglio del 25% nel 2011, inoltre, avrebbe effetti pesanti sull’economia e potrebbe portare a un blocco dei progetti in corso e mettere a rischio circa 300 milioni di investimenti.
Anche per questo continuano le pressioni per far cambiare idea al governo e al Ministro dello Sviluppo.
Aper, associazione dei produttori per le energie rinnovabili, ha chiesto a Romani di salvaguardare i progetti che hanno fatto affidamento sugli incentivi del secondo e del terzo Conto Energia; nessun tetto, annuale o cumulato, per tipologia o per taglia e mantenimento del premio per la rimozione dell’amianto.
In un articolo di Repubblica si legge “Solo i più grandi potranno permettersi di aspettare un anno per far ripartire gli investimenti. Anzi, il sospetto è che il provvedimento favorisca proprio le grandi utility, sia Enel ed Edison, sia le ex municipalizzate, che fanno delle rinnovabili solo una parte delle loro attività”. L’articolo spiega inoltre che “secondo alcuni esperti gli impianti fotovoltaici, producendo energia solo di giorno, fanno concorrenza alle grandi centrali proprio nelle ore di picco, ma, grazie agli incentivi, a costi inferiori”. Non stupisce quindi la posizione favorevole di Confindustria al quarto conto energia. Infine, Assoelettrica che per voce del suo presidente, Giuliano Zuccoli, ha commentato al Sole24ore: “Invece di incentivare chi fa ricerca, facciamo pagare sulla bolletta della corrente il sussidio in conto energia alle famiglie, indipendentemente dal loro reddito”.

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