Arpa: I controlli di Arpa Emilia Romagna a seguito dell’incidente alla centrale di Fukushima in Giappone

Le modalità di campionamento attivate, in grado di rilevare concentrazioni anche bassissime, hanno individuato valori di Iodio 131 trascurabili dal punto di vista ambientale e sanitario nel particolato atmosferico, più di 300.000 volte inferiori a quelli rilevati in occasione del disastro di Chernobyl.

(fonte: http://www.arpa.emr.it/dettaglio_notizia.asp?id=2191&idlivello=91)

Il 14 marzo 2011 Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), in relazione all´evoluzione dell´incidente all´impianto nucleare di Fukushima, ha chiesto al Centro tematico regionale Radioattività ambientale della Sezione di Piacenza di Arpa di attivare campionamenti giornalieri di particolato atmosferico su cui eseguire misure di spettrometria gamma per la determinazione della presenza di Iodio 131 (I131), Cesio 137 (Cs137) e di tutti i possibili radionuclidi gamma emettitori rilasciati dall´impianto. Questa attività si integra con la rete di allarme, ordinariamente predisposta e da alcuni anni attiva, di monitoraggio in continuo della radioattività in aria che consiste:

  • nell´esecuzione di misure del rateo di dose nelle stazioni di Rimini, Forli Cesena, Bologna, Molinella (BO), Carpi, Reggio Emilia e Piacenza
  • nel campionamento e misura in continuo a Piacenza dello Iodio 131 e della radioattività beta totale in aria.

Successivamente è stato richiesto di campionare e analizzare settimanalmente il fall-out (cioè la ricaduta radioattiva al suolo sia secca che attraverso l´acqua piovana), di solito misurato mensilmente. Inoltre prosegue l´attività ordinaria di gestione della rete regionale di controllo della radioattività ambientale e negli alimenti, che si sviluppa secondo il programma concordato con l´assessorato regionale alla Salute e con Ispra.

I risultati delle misure della rete di allarme mostrano valori di dose in aria sempre inferiori a 100 nSv/h (nanoSievert/ora) e di I131 inferiori alla minima concentrazione rilevabile dagli strumenti (MCR); i valori di dose ambientale rilevati rientrano ampiamente nelle fluttuazioni del fondo ambientale naturale, che in Emilia-Romagna è compreso tra 63 e 204 nSv/h.
Anche le misure di particolato atmosferico non hanno evidenziato, fino al 25 marzo, la presenza di radionuclidi gamma emettitori superiori ai limiti di rilevabilità, che riferita a I131 e Cs 137 è pari a circa 0,4 mBq/mc (millibequerel per metro cubo).
Per poter apprezzare livelli di radioattività anche bassissimi, dal 25 marzo è stato attivato un ulteriore campionamento di particolato ad alto flusso (800 l/min), che permette di migliorare la sensibilità di misura di circa 10 volte.
Dalle rilevazioni effettuate in data 28/3, relative al campionamento di particolato atmosferico esteso da venerdì 25/3 alle ore 12 a lunedì 28/3 alle ore 9, sono state per la prima volta rilevate tracce di Iodio 131 (0,13 ± 0,05 mBq/mc). La concentrazione rilevata non ha alcuna rilevanza né sull´ambiente né sulla salute. Non è stata rilevata la presenza di altri radionuclidi rilasciati dall´impianto, in particolare il Cs 137. Per opportuno confronto, si ricorda che in occasione dell´incidente alla centrale nucleare di Chernobyl (maggio 1986) il massimo valore di I131 rilevato in aria a Piacenza è stato di circa 30.000 mBq/mc.

Anche l´analisi radiometrica del fall-out raccolto nel periodo 21-28 marzo ha evidenziato la presenza di I131 in concentrazione pari a 12,75 ± 2,42 Bq/mq. Per utile confronto si ricorda che il fall-out di I131 nei primi 15 giorni di maggio 1986 è stato pari a 20.350 Bq/mq. Un´ulteriore conferma della deposizione al suolo di I131 deriva dall´analisi compiuta su campione di erba prelevato in data 29/3, con un valore pari a 1,5 ± 0,6 Bq/kg; anche in questo caso può essere utile il confronto con i valori massimi rilevati in occasione dell´evento Chernobyl nei vegetali (I131 = 3.700 Bq/kg).

In relazione alle considerazioni in precedenza esposte, si può concludere che l´incidente avvenuto alla centrale giapponese di Fukushima 1 ha avuto in questi primi 15 giorni, sul territorio della Regione Emilia-Romagna, un impatto ambientale trascurabile dal punto di vista radioprotezionistico.

Visualizza i dati radiometrici misurati nelle stazioni di rilevamento di Arpa Emilia-Romagna il 29 marzo 2011.

Vai alle analisi dei giorni precedenti

 

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