Frutti dimenticati e Biodiversità recuperata

PRESENTAZIONE

 

Conservazione è un sostantivo al femminile e al femminile è stata per millenni l’opera di difendere e conservare l’albero da frutta, il cibo, la terra, la pace. Ora i ruoli sociali sono meno netti e donne e uomini capiscono, forse con ritardo, che è dovere di tutti conservare. Conservare ciò che esiste in tutte le sue forme perché la sopravvivenza e la naturale evoluzione di tutti noi si basa proprio su questa ricchezza: la grande e misteriosa eterogeneità della vita. Dalla storica conferenza di Rio de Janeiro, nel 1992, l’idea “diversità della vita” è stata opportunamente sintetizzata in “biodiversità”, concetto che oggi però si tende a usare in modo improprio, senza la necessaria riflessione sulla vastità di concetti basilari racchiusiin esso.Purtroppo le regole del profitto esagerato stanno minacciando seriamente la biodiversità perché, ad esempio, i gestori del mercato spesso preferiscono il prodotto accattivante alla vista, di facile stoccaggio e adatto a lunghi spostamenti, anche se completamente insapore, a quello ricco di vitamine e di gusto. Gli alimenti che consumiamo sono sempre più spesso di origine industriale e perciò sempre meno naturali perché le scelte alimentari sono solitamente pilotate dall’industria attraverso la pubblicità. Il nostro considerare un cibo “buono” è spesso legato alla presenza di aromi artificiali, non alla qualità delle materie prime. E’ evidente che i modelli di consumo hanno bisogno di cambiamenti radicali che considerino prioritarie sia la qualità di ciò che si mangia sia la salute del consumatore. Non di meno sono necessarie modifiche dei modelli di produzione per poter fornire prodotti sani e ricchi di sapore senza alterare l’ambiente rurale. In attesa che questo auspicato mutamento avvenga, l’ISPRA continua a svolgere il suo ruolo nel campo della ricerca applicata, del monitoraggio e della informazione ambientale fornendo contributi per percorrere la strada della conservazione della natura. La pubblicazione di questo Quaderno di frutti dimenticati e di biodiversità ritrovata intende fornire informazioni scientifiche sui tanti frutti dimenticati dell’EmiliaRomagna e della Puglia, con l’augurio che questi tornino ad essere coltivati e gustati come un tempo.

Dott.ssa Emi Morroni
Direttore ad interimdel Dipartimento Difesa della Natur

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