Struttura Delta di MASSIMO GIANNINI

Malati di  mente

Giovedì prossimo arriva la riforma della giustizia. E sarà “epocale”, come annuncia il presidente del Consiglio. Ma più che aiutare i cittadini, servirà a bastonare i giudici. Il potere politico, in altri termini, attiva il potere legislativo per colpire il potere giudiziario. Questa, nei fatti, è la “ratio della riforma”. Nelle chiacchiere, ancora una volta, l’imperativo categorico è uno solo: confondere l’opinione pubblica. Preparare il terreno, dal punto di vista informativo ed emotivo, non al giusto processo per gli imputati, ma alla giusta punizione per i magistrati. La Struttura Delta sta lavorando per questo. Da giorni il kombinat politico-mediatico del premier frulla nell’apposito network commenti, reportage e servizi sugli “orrori e gli errori delle toghe”. Il “senso” l’aveva dato qualche tempo fa lo stesso Berlusconi: per fare i magistrati bisogna essere “malati di mente”. Ora tv e giornali cognati eseguono. Titoli: “Fermiamo i magistrati matti”, “Stanno usando il processo Mastella per affilare la ghigliottina per il premier”. Seguono pagine di inchiesta, nell’ordine, sul “pm che ipnotizza il testimone”, la toga al ristorante “che non paga il conto”, la “giudice in pelliccia che chiede l’elemosina”. Eccoli, finalmente, i veri guai della giustizia italiana.

 

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