Il governo eclissa il futuro del fotovoltaico

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ENERGIA. Le indiscrezioni sul decreto Rinnovabili, che sarà approvato la prossima settimana, condannano a morte il settore. Il tetto incentivabile massimo di 8000 Mw è il colpo di grazia.

Le campagne pro-nucleare e anti-rinnovabili che da qualche tempo imperversano, in maniera sempre meno sottile e sempre più eclatante su ogni tipo di media, non lasciano dubbi sulla precisa direzione in cui stanno andando le politiche energetiche del Governo. Scelte che si manifestano ancora più brutalmente nel decreto Rinnovabili che recepisce la direttiva comunitaria sulle fonti pulite e che, secondo ultime indiscrezioni, è destinato a rivelarsi come il colpo di grazia a un settore centrale per l’approvvigionamento: il fotovoltaico. La mazzata tra capo e collo sugli incentivi, che con tutta probabilità arriverà sul tavolo del pre-Consiglio dei ministri il prossimo primo marzo, prevede una serie di inattese novità. Ad esempio, il coefficiente a 0,70 per la formula del prezzo di ritiro dei Certificati verdi dal Gestore dei servizi energetici per gli impianti esistenti, le aste a partire dai 5 Mw per quelli nuovi e l’assegnazione degli appalti con aste al ribasso che riducono la tutela contro il malaffare. E poi, il tetto incentivabile massimo di 8000 Mw totali per il fotovoltaico standard (limite al 2020 più di 6 volte inferiore a quello della Germania) e vincoli restrittivi per il fotovoltaico a terra.

Disposizioni che, se confermate, lasciano interdetti, soprattutto perché in contrasto rispetto all’iter legislativo finora attraversato dal decreto, approvato dalle commissioni competenti di Senato e Camera, e forte del via libera in Senato, con l’aggiunta di alcune condizioni, come il mantenimento dei meccanismi incentivanti per un anno. A dirsi più che sorpreso delle novità presenti nelle bozze è il senatore ecodem Francesco Ferrante, secondo il quale gli elementi introdotti «non presentano alcun miglioramento e sono distanti, non tanto dalle istanze dei più ferventi ambientalisti, quanto dal parere espresso unanimemente dal Parlamento. In più, ci sono aggiunte che vanno in una direzione diametralmente opposta. Su tutte, la follia del tetto di 8000 Mw di potenza incentivabile, una soglia che riguarda gli impianti già programmati e che raggiungeremo tra fine 2011 e inizio 2012. Una misura che significa solo una cosa: è finita. Inoltre, con la mano sinistra, si permette lo scandalo per cui, ad un impianto idroelettrico già ammortizzato, basta cambiare una turbina per garantirsi altri incentivi, regalati per lo più ai soliti noti, Enel eccetera. C’è grandissima preoccupazione».

Intanto, ieri, ai microfoni di Radio Anch’io, il Ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani è tornato a ribadire il peso delle rinnovabili sulle nostre bollette, anticipando l’urgenza di un cambio di rotta. Senza ricordare come il sistema Cip6 abbia regalato, negli ultimi vent’anni, circa 40-50 miliardi ai petrolieri. Insomma, l’energia verde è da dipingere come uno spauracchio e a farne immediatamente le spese saranno anche i circa 120mila lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico, oltre a 160mila famiglie italiane che non potranno diventare indipendenti sul piano energetico.

«Era difficile fare tanti danni in un solo decreto – commenta incredulo il presidente Massimo Sapienza, presidente dell’associazione Asso Energie Future -. Sembra che il governo consideri le rinnovabili un male necessario: un settore positivo per l’economia è trasformato da questo decreto in una cosa negativa. E gli 8000 Mw, da target, si trasformano in tetto. Vuol dire che, non avendo la sicurezza di quando li raggiungerai, ci si ferma prima, per non rischiare di rinunciare ad altre risorse. Oggi sono 3500 i Mw allacciati, il doppio entro il 2011. In sostanza, gli ultimi 1000 non si faranno mai. Se nell’arco di pochi giorni non si riuscirà ad introdurre dei correttivi, il fotovoltaico rischia una Caporetto, anche a livello europeo». La domanda dunque è: se il pannello solare fa così paura, che emozioni si vogliono suscitare negli italiani nei confronti dei reattori nucleari?

 

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2 commenti

  1. Spero che l’intero settore delle Rinnovabili, e del Fotovoltaico in particolare, sappia difendersi anche da questo attacco.
    Il Fotovoltaico è uno dei pochi settori industriali che ha dimostrato, durante questa crisi economica, di avere la capacità di: far crescere il fatturato, creare ed incrementare l’occupazione, contribuire al gettito fiscale in termini di imposte dirette ed indirette, diffondersi su tutto il territorio nazionale, non incidere sulla finanza pubblica.
    Il fotovoltaico, secondo le stime del GSE, dovrebbe raggiungere nel 2011 gli obiettivi che erano stati fissati per il 2020.
    Questi dovrebbero essere considerati ottimi risultati, ed invece qualcuno vuole farli passare per una colpa. Pertanto il settore del fotovoltaico è da sempre sotto attacco:
    Una breve cronologia degli avvenimenti:
    febbraio 2008: la Regione Puglia con la LR 01/08(poi modificata con la LR 31/08) apporta una innovazione di portata storica: la DIA per impianti FV inferiori a 1MWp;
    Aprile 2009: ENEL vende a TERNA le reti AT;
    Settembre 2009: l’Autority condanna ENEL a € 1.030.000 di multa per eveidenti ritardi nelle connessioni degli impianti FV;
    Dicembre 2009: viene impugnata davanti alla Corte Costituzionale la Legge Regione Puglia 31/08 ;
    Marzo 2010: la Corte Costituzionale dichiara incostituzionale la DIA per impianti FV inferiori a 1 MWp. Nello stesso periodo, però, in Parlamento si discute di applicare la procedura DIA su tutto il territorio nazionale;
    Maggio 2010: viene approvata in Parlamento la “mozione Di Biagio” per applicare la DIA per impianti FV <1MWp su tutto il territorio nazionale;
    Agosto 2010: viene emanata la L. 129/10 la cui interpretazione lascia molti dubbi alle banche se finanziare o meno gli impianti FV;
    Settembre 2010: nei lavori preparatori per la Finanziaria si cerca di rivisitare il meccanismo dei "Certificati Verdi" creando scompiglio negli operatori economici che vedono le banche ritirarsi dai progetti di finanziamento dell'Eolico;
    Novembre 2010: dopo oltre 4 mesi in cui l'Italia è stata senza Ministro dello Sviluppo Economico, il nuovo Ministro Romani risponde ad una interrogazione parlamentare nella quale chiarisce alcuni dubbi interpretativi della L.129/10;
    Dicembre 2010: Il ministero emana una circolare esplicativa della L. 129/10;
    gennaio 2011: il TAR Lombardia dichiara sospeso l'obbligo imposto da ENEL di rilasciare garanzie fidejussorie o depositi cauzionali a garanzia degli importi per le connessioni alla rete ;
    gennaio 2011: Il GSE in una audizione informale alla commissione parlamentare "prevede" che nel 2011 sarà raggiunto l'obiettivo degli 8.000 MWp nel fotovoltaico;
    gennaio 2011: parte una massiccia campagna pubblicitaria pro-nucleare;
    febbraio 2011: il Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria boccia lo spot del Forum Nucleare Italiano e lo condanna alla sospensione della messa in onda;
    Febbraio 2011: il Governo cerca di fare approvare un DLgs che potrebbe bloccare tutto il settore del fotovoltaico in Italia.
    Speriamo che il settore del Fotovoltaico sappia difendersi anche stavolta….

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