UNA RIFLESSIONE A PROPOSITO DELLA NASCITA DI ALLEANZA COOPERATIVA

Riporto qui una riflessione sul tema “Alleanza Cooperativa” che ho mandato al settimanale diocesano NOTIZIE.

“E’ UN FATTO STORICO (E NON TUTTI L’HANNO COMPRESO).

Il bravo editorialista di Avvenire Stefano Zamagni di recente sul vostro settimanale, commentando la nascita di “Alleanza cooperativa”, l’ha definita come epocale. Non posso che essere d’accordo con lui, aggiungendo però che questo fatto storico credo non ha abbia avuto il risalto che meritava, quindi vorrei ringraziare Notizie, non solo perché ne ha dato notizia con il giusto risalto, ma anche perché lo ha affrontato, a mio parere, dal giusto punto di vista.

Non so se il tema “Alleanza Cooperativa “ stimolerà un dibattito su questo giornale, di certo so che mi ha spinto a fare delle riflessioni.

Il sistema cooperativo, nelle sue diverse sfaccettature ha di certo un elemento in comune da sempre, la persona.  Infatti la proprietà in cooperativa non viene determinata  in percentuali rispetto al “Capitale” ma è fatta dai soci che sono persone. Il sistema mutualistico tra i soci  è la base su cui sono nate e si sono sviluppate, nei primi anni del ‘900, queste originali esperienze capaci di produrre lavoro e ricchezza. Ricchezza non per accumulare profitto, con lo sfruttamento del lavoro, ma riuscendo a fare ricchezza ed allo stesso tempo emancipazione sociale delle masse lavoratrici, inserendo nel sistema un elemento nuovo, la democrazia dei luoghi di lavoro. Si tratta di un concetto più che mai attuale: non sono cose scontate oggi, vedi il caso del referendum con ricatto in Fiat, ma soprattutto non lo erano negli anni in cui sono nate.  Il sistema cooperativo nel nostro paese, ma in modo particolare nella nostra realtà, rappresenta un valore aggiunto, perché è indubbio che oltre a mettere al centro l’uomo, la persona, ha significato anche mettere al centro una responsabilità nuova, quella della restituzione al territorio, alla comunità di parte della ricchezza prodotta. La cooperazione quindi è un mattone fondamentale nel sistema democratico, ma soprattutto è cemento per fare più forte e coesa una comunità.

La cooperazione nel nostro paese è stata,  come ha ricordato Zamagni, una espressione non omogenea, e questa differenza credo abbia reso forte il sistema cooperativo che è arrivato ai giorni nostri dimostrando nei fatti di essere una forte realtà economica, con i suoi 12 milioni di soci, oltre 1 milione di occupati ed oltre 127 miliardi di euro di fatturato; quello cooperativo è un sistema che ha retto meglio di altri alla crisi economica e che sta dando prova di forte capacità di ripresa. “Alleanza Cooperativa” è l’espressione più tangibile e flessibile della concretezza e della pragmaticità che i cooperatori hanno sempre dimostrato non solo di avere, ma di praticare quotidianamente. Le sfide più dure, i periodi più bui si superano unendosi, stando vicini, c’è anche un vecchio motto della tradizione contadina che ricorda questo, “ragaz stom uni”.

La scommessa che la cooperazione ha lanciato non deve lasciarci indifferenti, deve vederci “prendere  parte”, – come ci ha insegnato il nostro nuovo cittadino onorario Francesco Berti Arnoaldi Veli lo scorso ‘Giorno della Memoria’ – essere “partigiani”, perché questa esperienza possa essere da esempio per altri settori della società come, sindacati, politica, ecc. ecc. Credo infatti che dividendosi si diventa più deboli, più poveri. Il movimento cooperativo che è sempre stato capace di anticipare i tempi ha messo in campo l’antidoto giusto. L’augurio è che questo sia il primo passo per arrivare ad una vera e propria unificazione, senza dimenticare le proprie storie, le proprie culture, ma trovando, nella sfida di unire le diversità, il sale per rendere il movimento cooperativo ancora più forte e competitivo. Sono sicuro che questa sfida sarà vinta. Infine credo che questo permetta, alla politica tutta, di poter vedere questo mondo non più con gli occhiali del secolo scorso, ovvero colorandolo di rosso, bianco o verde a seconda delle esigenze della propaganda, arrivando a denigrarlo, ma con gli occhi che guardano a questo mondo per quello che è, una straordinaria esperienza che vuole  cambiare se stessa per cambiare il mondo, che vuole affrontare le difficoltà a viso aperto avendo fiducia nel futuro.  Voglio unirmi ai tanti che vedono questa scelta come epocale, usando una metafora: che questa possa essere la prima luce accesa in una notte troppo lunga, sperando che possa illuminare il cammino di tanti, ma soprattutto che possa essere da esempio per accendere tante altre luci.

 

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