Obama: “E’ l’ora del cambiamento”

Al Cairo ancora presidi in piazza

Dopo il fallimento del primo round negoziale tra il vicepresidente Suleiman e i Fratelli musulmani, riprende la protesta dell’opposizione. Il presidente Usa alla Fox: “Saremo partner di governo rappresentativo”

IL CAIRO – La piazza egiziana non si svuota, le proteste continuano e si profila un braccio di ferro politico tra governo e opposizione sulle concessioni necessarie a interrompere le manifestazioni. Una fase delicata, in cui gli Usa decidono di dare un’indicazione precisa: la transizione deve essere rapida e i Fratelli musulmani non sono l’unica forza alternativa nel Paese. Lo ha detto Barack Obama in un’intervista questa notte sulla Fox, in cui il presidente Usa ha suggerito la necessità di un cambiamento senza pressioni su Mubarak.

Opposizione ancora in piazza. Gli oppositori del presidente egiziano, Hosni Mubarak, hanno respinto come insufficienti le concessioni fatte nei colloqui con il vice-presidente Omar Suleiman e continuano a chiedere che il Rais faccia un passo indietro. Molti manifestanti hanno trascorso, ancora una volta, la notte a piazza Tahrir e, mentre la rivolta entra nel 14esimo giorno, la centralissima piazza del Cairo appare ancora gremita di manifestanti, convinti che l’avvio di dialogo non fermerà la loro campagna per rovesciare Mubarak.

Obama: “Pronti a partnership con nuovo governo”. Domenica sera Barack Obama è tornato a ribadire che l’Egitto non tornerà indietro: in un’intervista alla conservatrice Fox News, il presidente americano ha sostenuto che gli Usa non intendono dettare al presidente egiziano cosa deve fare, ma inequivocabilmente suggeriscono che è giunto il momento di cambiare.

Il caso Wisner. E scoppia intanto il caso dell’inviato della Casa Bianca in Egitto, sul quale si alllunga l’ombra del conflitto di interessi. Lo solleva sull’Independent il giornalista investigativo inglese Robert Fisk, che ha scoperto che Frank Wisner lavora per uno studio legale che ha sede a New York e Washington e che presta le sue consulenze al governo egiziano di Hosni Mubarak. Un interesse privato che getta nuova luce sulle dichiarazioni esplosive dell’inviato americano, da cui il dipartimento di Stato ha dovuto prendere le distanze, secondo cui Mubarak dovrebbe rimanere al suo posto per gestire una ransizione pacifica verso la democrazia. Fisk si sorprende del fatto che nessuno abbia sollevato dubbi sui legami di Wisner con lo studio legale Patton Boggs, che non fa mistero di prestare la propria consulenza all'”esercito egiziano, all’agenzia egiziana per lo sviluppo economico” e di aver “gestito arbitrati e vertenze in Europa e Stati Uniti per conto del governo di Mubarak”. Lo studio rivela inoltre di “rappresentare alcuni dei principali imprenditori egiziani e le loro aziende” e di “essere coinvolto in loro vece in progetti nel settore del petrolio, del gas e delle infrastrutture”. Wisner è stato ambasciatore Usa in Egitto, Zambia, Filippine e India, prima di andare in pensione e di iniziare a lavorare, nel marzo 2009, per lo studio legale.

(07 febbraio 2011)

http://www.repubblica.it/esteri/2011/02/07/news/egitto_obama-12152305/?ref=HRER2-1

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