Da Temponews.it: Un Paese non può vivere senza agricoltura

Pubblico una bella intervista di Andrea Aldrovandi che ho trovato sul sito del tempo: http://www.temponews.it.
Andrea Aldrovandi è un imprenditore agricolo: gestisce l’azienda di famiglia; 20 ettari; a Santa Croce insieme alla moglie. Coltiva pere (8 ettari), vite (7 ettari) e, in misura minore, cereali. E’ presidente di Coldiretti Carpi, l’associazione più rappresentativa sul territorio delle Terre d’argine con più di 500 aziende iscritte.
Crescere in un periodo di congiuntura sfavorevole non è scontato, ma l’agricoltura modenese nel 2010 ha registrato un aumento del 19 per cento della produzione lorda vendibile.
Qual è lo stato dell’agricoltura nel nostro territorio?
“Nel corso degli anni con l’avanzare dell’urbanizzazione grandi quantità di terreno sono state sottratte all’agricoltura e i terreni a disposizione dei coltivatori sono calati. A ciò si aggiunge un discorso di invecchiamento della proprietà agricola: quando i figli non proseguono nell’attività dei padri, i terreni vengono affittati a terzi per la coltivazione. Così cala il numero delle aziende che però hanno a disposizione superfici più vaste: oggi un’azienda agricola deve avere almeno 15-20 ettari di terra con culture intensive a disposizione, mentre un tempo bastava molto meno.
L’agricoltura resta fondamentale per il Paese, basterebbe solo dare al settore l’importanza che merita: non dimentichiamoci che, da che mondo è mondo, dalla madre terra scaturisce ogni bene”.
La burocrazia è arrivata in campagna?
“Siamo imprenditori a tutti gli effetti e, purtroppo, ci ritroviamo massacrati dalla burocrazia: certificazione dei prodotti, disciplinari di produzione, per non parlare dello smaltimento dei rifiuti.
La maggior parte delle aziende è a conduzione familiare e non ci possiamo permettere un’impiegata: sono io che mi occupo di tutte le pratiche. Oggi chi vuole fare l’agricoltore fa molta fatica”.
Come sono i rapporti con il credito?
“Diversamente dalle altre imprese, quelle agricole sono a elevata capitalizzazione ma con un basso fatturato: il sistema bancario apprezza la nostra solidità ma, a fronte di bassi fatturati, la difficoltà per le imprese agricole può essere quella di rientrare in tempi brevi.
L’agricoltura è un settore particolare che deve essere aiutato perché senza sostegni non ha la forza per andare avanti con le proprie gambe.
Perché si dovrebbe sostenere l’agricoltura?
“L’agricoltura ha un’importanza pari a quella che gli danno gli amministratori cioè chi fa le regole decide il ruolo che deve avere il mondo agricolo. E’ il settore primario, lo dicono le leggi di mercato. Uno stato senza agricoltura non sopravvive. Se dovessimo dipendere dall’estero per quel che mangiamo, non sopravviveremmo. Anche Israele ha comprato un deserto e ne ha fatto un giardino agricolo e ciò la dice lunga: avrebbero sicuramente speso meno acquistando i prodotti agricoli da altri paesi.
Durante i controlli voluti da Coldiretti con la Guardia di Finanza al valico del Brennero: ho visto coi miei occhi casse di pomodoro di Pachino con l’immagine della Sicilia stampata sopra su camion provenienti dall’Olanda. C’è chi è quasi svenuto aprendo le porte di container pieni di prodotti destinati all’alimentazione, a causa degli odori nauseabondi: con la pastorizzazione e altri trattamenti di sterilizzazione, questi prodotti avariati vengono riutilizzati e commercializzati, come accade anche per il pomodoro Cinese che dopo essere stivato in contenitori di plastica in forma concentrata viene poi diluito dall’industria e venduto come Italiano
La contraffazione, dai marchi alle zone d’origine, è all’ordine del giorno e il settore agroalimentare è fra quelli in cui si sta facendo maggiore speculazione.
Coldiretti sta cercando di fare di tutto per tutelare le produzioni agricole italiane attraverso la tracciabilità che ricostruisce la “filiera tutta Italiana” produttiva. A tale scopo è nato anche Consorzi Agrari d’Italia: per realizzare una rete tutta italiana dal campo alla tavola coinvolgendo produttori, attività industriali e distributive del settore.
Ciò non esclude che si possano importare prodotti dall’estero, ma si deve sapere da dove vengono: oggi si compra cinese pensando che sia italiano!
Il pollo alla diossina, la mucca pazza e le mozzarelle blu non ci hanno insegnato nulla? Di agricoltura si parla solo quando ci sono dei disastri alimentari
Anche per l’opinione pubblica siamo andati nel dimenticatoio solo con le frodi alimentari viene fuori l’agricoltura, disegnandola come la responsabile, la Coldiretti invece in primis cerca di denunciare chi compie queste vere e proprie truffe
un paese non può vivere senza agricoltura
Funzionano i farmers market?
“Coldiretti con “Campagna Amica” sostiene i mercati a chilometri zero in cui i produttori della zona mettono in vendita i loro prodotti evitando i costi e i danni ambientali del trasporto.
Ma non incidiamo in nessun modo sulla rete distributiva: fatto 100 il prezzo del prodotto finale, un agricoltore intasca il 17%: il resto va alla filiera. Ecco perché la vogliamo corta e italiana: perché vogliamo portare a casa almeno una parte di quell’83% che oggi finisce in tasca ad altri”.
Mangia le pere con la buccia o senza?
“Io a casa mia non le sbuccio mai: quando trovo una pera matura la pulisco con la maglia e me la mangio. Oggi stiamo utilizzando prodotti che garantiscono una grande sicurezza e siamo sottoposti a un sacco di controlli”.
Che ne pensa del biologico?
“Ha la sua fetta di mercato. Chi vuole il biologico lo compra spendendo molto per un prodotto non sempre all’altezza del prezzo.
Oggi accanto ai prodotti biologici il mercato offre ai consumatori attenti alla genuinità dei prodotti agroalimentari anche prodotti coltivati con il metodo della lotta integrata che prevede l’adozione di tecniche compatibili con la conservazione dell’ambiente e la sicurezza alimentare attraverso la minimizzazione dell’uso di prodotti chimici di sintesi e il controllo dell’intero processo produttivo.
Un tecnico raccoglie un campione di pere e le fa analizzare prima della raccolta per verificare la salubrità del prodotto e non è consentito sbagliare.
Quante ore lavora?
“Oggi si lavora d’inverno e d’estate senza sosta arrivando a fare anche 14 ore al giorno. Far l’agricoltore deve essere una passione. E’ un lavoro che mi dà soddisfazione ma io non sono mai andato in vacanza con gli amici”.
L’agricoltura per Aldrovandi è di una bellezza “enorme, una favola. Io non ho girato tantissimo ma resto convinto che, ovunque, l’agricoltura di qualità valorizzi il paesaggio e l’ambiente”.

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